domenica 24 aprile 2011

L'INVASIONE DEL REGNO DI ESMELIA



Un giorno Armares ordinò a Parsek di rapinare e distruggere un regno il cui re di nome Merovis appartenente ad una importante dinastia, in passato lo aveva sconfitto e umiliato. Così a capo di una banda di delinquenti e mostri Parsek invase il regno scatenando una feroce guerra e insieme a Plesius sconfisse l'esercito regio e tre cavalieri fatei chiamati AdenarBerseker e Mithrenal che difendevano la famiglia reale e infine uccise lo stesso re Merovis.
Dal racconto la tremenda profezia-parte prima

Il cavaliere fateo decaduto Parsek, con la sua banda di mercenari e creature infernali arrivò nel regno di Esmelia, che secondo gli ordini del suo signore Armares doveva distruggere.
Si fermò di fronte al piccolo villaggio di Venner, che precludeva la strada alla città di Esmelia, sapendo che buona parte dell'esercito regio si era asseragliata in quel centro per precludergli il passo. Lord Adenar Mellit infatti, cavaliere fateo di indiscusso valore, si era appostato con dei soldati propio a Venner e intendeva fermare l'avanzata del sicario di Armares. Tale Adenar era il figlio di un cavaliere fateo di nome Sedrenar che 20 prima, con la sua straordinaria abilità nel combattimento e nelle arti magiche aveva permesso al re Merovis di sconfiggere il titano Armares; anche se a costo della vita. In questo grande mago guerriero riposavano le speranze del re di Esmelia, oltre a buona parte delle speranze del glorioso ordine dei cavalieri fatei, creato secoli prima dall'antico Titano Vardames, il gran maestro dell'ordine Ralk infatti, intendeva nominare Adenar suo successore, nonostante questi avesse espresso dissenso.
Allora Iridan Plesius, cavaliere oscuro maestro di Parsek intimò al suo allievo di fermarsi, perchè intendeva liberargli la strada con il colpo che aveva incenerito un intero villaggio e lo aveva reso famoso e odiato da tutti: la bombarda simka. Salito su una collinetta iniziò a concentrarsi ed a formare una sfera di fuoco fatuo che si ingrandiva sempre più.
Plesius comunque ignorava che anche Adenar conosceva questa mortalissima tecnica, e aveva deciso di annientare il Simka Parsek e i suoi seguaci proprio con una tecnica simka. I due cavalieri fatei prepararono contemporaneamente la bombarda e la scagliarono contro la banda nemica sicuri della vittoria. Le due sfere di energia compressa si scontrarono, danzarono crepitando nell'aria e furono poi, a causa della pressione, proiettate in alto nel cielo, dove si annichilirono a vicenda, generando una spaventosa esplosione la cui onda d'urto sradicò alcuni alberi dal terreno; e il fulgore e il boato furono percepiti a distanza di chilometri.
Sia fra le fila di Parsek che di Adenar si diffuse il panico e molti caddero tramortiti al suolo. Lo stesso Parsek dopo essere rimasto frastornato si riebbe e comprese ciò che era successo, ma determinato a distruggere i nemici e saccheggiarne i beni spronò i suoi seguaci a riprendersi; poi utilizzò una tecnica chiamata pioggia di stelle per colpire il villaggio di Venner e i soldati che lo presidiavano. Varie raffiche di fasci di scintille si abbatterono su Venner demolendo alcune case e diffondendo il terrore fra i soldati di Merovis. Un soldato spruzzando d'acqua il volto di Adenar riuscì a farlo rinvenire dicendo: Mio signore Lord Adenar riprendetevi. Stiamo subendo uno spaventoso bombardamento stregonesco e senza il vostro aiuto verremo sbaragliati. Dopo un attimo di ottenebramento mentale Adenar ritornò in se e disse al suo servitore: Non perdetevi d'animo, contrastate il nemico per il bene della vostra gente, dei vostri genitori, dei vostri fratelli, delle vostre mogli, dei vostri figli. Se doveste essere sopraffatti ripiegate verso Esmelia. Io rimarrò qui, tenterò di uccidere parsek. Se ammazzi il capo branco i lupi fuggono via". Con Risolutezza Adenar si rialzò e impiegò la psicocinesi, arte di cui era esperto per ritorcere i fasci di stelle contro i mostri e i banditi di Parsek che stavano penetrando nel villaggio, ammazzandone parecchi. A quel punto Parsek furioso si precipitò a combattere direttamente Adenar, si parò di fronte all'avversario e disse: E' un onore per me fare la tua conoscenza Lord Adenar. Tu, figlio di colui che sconfisse il mio Signore, sei conosciuto come uno tra i più valenti cavalieri fatei. Ma non sopravviverai a questo conflitto, perchè io Parsek ti sviscererò oggi davanti ai tuoi soldati".
Il cavaliere fateo stizzito rispose: E' uno schifo indicibile per me vederti Parsek. Tu, che hai tradito i nobili insegnamenti dell'incomparabile Mylvius per apprendere le maligne diavolerie di Iridan Plesius, la più grande vergogna dell'ordine. Non far promesse che non puoi mantenere mocciosetto.
I due cavalieri fatei si scontrarono in duello con le loro luccicanti spade fantasma. Parsek rivelò di avere una forza mostruosa e di essere estremamente violento, nel combattimento riuscì ad assestare al rivale parecchi calci e pugni. Nonostante questo, Adenar abilissimo spadaccino gli tenne testa senza abbattersi e alla fine riuscì ad atterrarlo. Allora Parsek si rialzò e decise di usare il potere ereditato dal titano Veesnar di cui aveva bevuto il sangue: Il fuoco sacro del dragone , così lanciò contro il rivale due potenti fasci di fuoco.
Adenar venne scaraventato contro una parete e fu sul punto di essere incenerito perchè il suo scudo fantasma non reggeva la pressione. Ma alla fine il cavaliere fece ricorso alla sua potente psicocinesi e oltre a smorzare la furia delle fiamme, fece perdere l'equilibrio a Parsek costringendolo ad interrompere l'attacco. Poi sollevò da terra il cavaliere oscuro e lo scagliò per aria, facendolo cadere da una scalinata.
Spezzati l'osso del collo bastardo. Ridacchiò Adenar, ma quando si avvicinò per finirlo si trovò davanti Iridan ripresosi dallo shock della bombarda e venuto in soccorso del discepolo.
Adenar iniziò a deriderlo: Un vecchietto di 87 anni non dovrebbe cercare battaglie da combattere. E' già molto se dopo lo sforzo della bombarda simka sei ancora in vita. Pensi che con le stanche membra che ti ritrovi potrai tirare di spada con me Plesius"?
"Francamente si, rispose plesius. Io ero uno dei più valorosi cavalieri fatei quando tu neanche esistevi. Forse non avrò la forza di un tempo, ma ho ancora l'abilità necessaria a romperti la schiena damerino".
I due iniziarono a combattere accanitamente dando prova di essere ambedue valenti combattenti. Nello scontro Iridan non potè fare a meno di notare la profonda abilità di Adenar e si complimentò con lui per la sua conoscenza delle arti della cavalleria oscura, grazie alle quali aveva potuto usare la bombarda simka. Questi gli rispose di non aver nulla a che vedere con i Simka e la loro perfidia; dichiarò di essere figlio di Sedrenar e discepolo preferito di Barnby Ralk.
Plesius però gli disse: "invece caro mio sei ad un passo dal diventare un cavaliere oscuro, però io non amo la concorrenza e non permetterò la presenza di un altro maestro simka. L'unico ammesso oltre a me è il mio allievo Parsek, perciò tu morirai qui e subito".
Adenar dal canto suo replicò: Sono io che non posso risparmiarti Iridan, nonostante la tua dolorosa storia mi ispiri compassione. E c'è inoltre una cosa che non hai considerato: Ad un vecchio come te occorre molto tempo per riprendersi dallo sforzo della bombarda simka. Un uomo di 30 anni come me, invece, si riprende molto prima". 
Detto questo spezzò la spada fantasma di Iridan e lo atterrò, ma prima che potesse trafiggergli il petto ricevette un violento calcio al fianco destro che lo stramazzò a terra.
Parsek ripresosi dalla violenta caduta di prima era sopraggiunto in aiuto del maestro.
Mi hai dato una bella batosta Adenar, disse Parsek. Ammetto di averti sottovalutato, non posso eliminare con le "buone" qualcuno come te, adesso userò le cattive.
Detto questo si scagliò con violenza contro il rivale e dopo un lungo e duro combattimento riuscì a trafiggerlo.
Il malvagio cavaliere oscuro disse esultante: Ti avevo promesso poco prima che ti avrei sviscerato, come puoi vedere io mantengo la parola.
Adenar agonizzante rispose: "io sto morendo per tua mano bastardo assassino, ma non illuderti, un giorno riceverai la punizione che meriti per mano di chi meno ti aspetti. Poi spirò. 
I soldati del re Merovis, terrorizzati dalla morte del loro valoroso comandante e sopraffatti dai lupi mannari e i minotauri di Armares ripiegarono verso la loro città.
Parsek li inseguì e giunto davanti alle porte sprangate adoperò dei fulmini e il fuoco di sant'Elmo per  sfondarle, dopo di ciò con i suoi mostri penetrò in città e cominciò a massacrare sia i soldati che gli inermi civili. Ad un tratto però una violentissima raffica di fulmini colpì lui e i suoi sgherri costringendoli ad indietreggiare, perchè un'altro cavaliere fateo di nome Berseker Fulves era apparso a contrastarne il cammino. Costui era molto abile nelle emanazioni di energia quali fulmini e raggi di luce, oltre che nei salti acrobatici. Berseker iniziò a bersagliare Parsek e la sua banda di Criminali e mostri con raffiche elettriche e dardi spettrali, dando così tempo agli sconfitti soldati di Merovis di trarre in salvo i civili e i feriti. Con lui rimase solo un manipolo di coraggiosi che vollero affiancarlo nella lotta contro gli invasori. Ad un certo punto però Parsek si mosse all'attacco materializzando un'ascia fantasma e scagliandosi con violenza contro Berseker, tentò di assestare al rivale calci e pugni come aveva fatto con Adenar, ma questi li respinse e mise a segno un destro micidiale, poi si diede ad uccidere molti dei mostri che accompagnavano il simka . Ma Parsek rialzatosi si infuriò e si scagliò nuovamente su Berseker, riuscendo questa volta a metterlo in difficoltà, spezzando la sua spada fantasma e atterrandolo. 
Parsek disse con orgoglio: Sai combattere bene cavaliere fateo dei miei stivali, ma ora creperai come il tuo compagno Adenar, perchè con me è impossibile prevalere". Ciò detto si apprestò a decapitarlo con la sua ascia fantasma.
Ma Berseker frenò con le nude mani il fendente, dicendo: Chissà quale inganno hai usato contro Adenar, devi averlo colpito alle spalle, mentre Plesius lo impegnava presumo. Ad ogni modo adesso lo vendicherò".
Berseker spezzò con il taglio della mano l'ascia fantasma di Parsek, poi lo prese per il collo e iniziò a strangolarlo, nonostante il cavaliere oscuro si dimenasse e scalciasse selvaggiamente. Il cavaliere fateo disse ironicamente: Se non sbaglio prima volevi parlare di decapitazioni. Cambiamo argomento adesso e parliamo di strangolamenti!
Ma in quel momento un fulmine di Plesius lo ferì alla mano costringendolo a mollare la presa.
L'oscuro maestro di Parsek utilizzò sull'indomito Berseker una tecnica chiamata Ragnatela simka, così con delle sottilissime fune fantasma lo immobilizzò. Iridan disse: Facevi lo spiritoso con il mio discepolo, ma non hai tenuto conto di me come dovevi, e hai fatto così lo stesso errore di Lord Adenar. Adesso lo raggiungerai all'inferno perchè ti farò sventrare da Parsek.
Parsek si avvicinò con la spada fantasma e un sorrisetto maligno, ma prima che potesse menare il fendente Berseker disse orgoglioso che stava per diventare padre e come Sedrenar aveva fatto a suo tempo con Adenar, così lui avrebbe garantito a suo figlio un regno prospero e tranquillo e ne avrebbe fatto il suo erede. Poi emise delle potenti scariche elettriche rompendo i fili spettrali che lo legavano e travolgendo inesorabilmente sia Iridan che Parsek, stava per giustiziarli entrambi quando uno dei delinquenti di Parsek gli lanciò un sasso in testa frastornandolo. Allora Parsek profittò dell'occasione, prese per i capelli Berseker e gli disse: Quanti bei progetti hai! Ma lo sai che a volte le cose non vanno come desideri, dato che nella vita accadono degli imprevisti. E guardandolo negli occhi lo decapitò.
La magnifica città di Esmelia era in rovina. I mostri di Parsek avevano ucciso e mangiato parecchie persone, mentre i delinquenti avevano rapinato e appiccato il fuoco. Solo il palazzo di re Merovis resisteva difeso dalle sue ultime guardie. Parsek con i suoi delinquenti e i lupi mannari ne sfondò le porte e penetrò alla ricerca di re Merovis, ma si trovò davanti un bel cavaliere fateo molto somigliante a lui nell'aspetto di nome Mithrenal Rif che gli precludeva la via per la sala del trono. I due si scontrarono tenendosi testa a vicenda, ma ad un certo punto Parsek iniziò a prevalere e mise in difficoltà Mithrenal riuscendo anche a ferirlo ad un fianco. Il cavaliere fateo si accasciò al suolo e Parsek ritenendo già sua la vittoria lo derise dicendogli che avrebbe raggiunto i suoi compagni, poi si preparò ad ucciderlo. Ma Mithrenal lo fece volar via con un potente attacco telecinetico e rialzandosi seppur a fatica gli rispose: "per noi cavalieri fatei è onorevole morire difendendo la patria, la famiglia, gli indifesi e i deboli. I miei compagni dal cielo ridono di te Parsek, perchè sanno che sarai dannato in eterno. A spedirti all'inferno sarò io Mithrenal, con l'incantesimo che ha eliminato Zernames, padre del tuo signore Armares.
Detto questo iniziò a formare una aureola di energia che sembrò mutarsi in una balestra e pronunciò un nome memorabile: Vai Arco Delle Sette Luci
Propio in quel momento Iridan Plesius si parò a difesa del discepolo sovrapponendo due scudi fantasma e tentando di parare l'attacco. Ma l'incantesimo ruppe gli scudi e attraversandolo in verticale gli sfondò il busto e ne appiccicò i visceri al soffitto.
A quella vista Parsek  si infuriò e con due sciabole fantasma mozzò le braccia a Mithrenal, e poi lo incenerì con il fuoco del dragone. Eliminati tutti i magici protettori, re Merovis, anche a corto di soldati rimase senza protezione. Parsek lo raggiunse nella sala del trono vedendolo impegnato a squartare dei banditi e 2 mostri che lo aggredivano. Quel valore battagliero non lo stupiva, sapeva che si trattava di un re che proveniva da una stirpe di guerrieri. Parsek gli gridò: Tempo fa, grande re, hai tenuto testa ad Armares con un solo cavaliere fateo, ora ne avevi ben tre e nessuno di essi ti ha salvato. Io sono Parsek Avelia, il più grande cavaliere Simka mai esistito e ti ucciderò qui, davanti al tuo trono". 
Vieni avanti stregone, rispose il re. Non morirò come un maiale terrorizzato nelle mai di un macellaio, dovrai sudare sangue per avere la mia testa. Vieni e ti mostrerò come sa morire un re.
Parsek disse: Non morirai come un maiale, no. Sei peggio di un maiale. Ma improvvisamente un colpo in testa gli ottenebrò i sensi. Hagendolf, figlio di Merovis e principe ereditario aveva aggredito Parsek alle spalle e adesso lo stava strangolando. Parsek riuscì faticosamente a reagire e con la telecinesi scagliò Hagendolf contro una colonna rompendogli l'osso del collo.
NNoooo Hagendolf, gridò re Merovis. Maledetto bastardo io ti ammazzo" e si precipitò contro Parsek, ma questi lo abbattè con dei fulmini. 
Grande re dove è finito il tuo valore? Stai morendo come un cinghiale ferito  disse Parsek e calando un fendente decapitò lo sfortunato Merovis.
Il regno di Esmelia era finito. Il tramonto di quella giornata segnava anche il tramonto di una importante dinastia. Gli sgherri di Parsek portavano con se un consistente bottino di ricchezze e schiavi che avrebbero fatto la felicità di Armares. Parsek riservò per se una preda soltanto: la giovane figlia del re Luzinda, alla quale accarezzava incantato i lunghi capelli biondi mentre giaceva priva di sensi. 
Un servo gli disse" Mio signore,avete ancora le mani sporche del sangue di suo padre e la accarezzate?
Io le farò dimenticare il male che ho fatto, rispose Parsek. Le ho tolto un regno le donerò un impero, le ho tolto il padre e il fratello le donerò dei figli, le ho tolto il suo popolo le donerò tutti i popoli del mondo. Ho trovato la regina con cui voglio dividere la gloria".


Ecco la storia da cui ho tratto questo racconto.

martedì 12 aprile 2011

Aqua - Cartoon Heroes (Full Version)

DOLORE E'


Il dolore è un urlo che riecheggia negli spazi infiniti,
un urlo che nessuno vuol sentire.
Il nostro mondo è una allegra strada piena di belle vetrine,
dove esponiamo solo quel che vogliamo vedere,
quello che non ci piace lo nascondiamo dietro oggetti splendenti e belle stoffe variopinte e ricamate, ma lo ritroveremo rincasati nella nostra solitudine
dove ci terrorizzerà nel mostruoso silenzio dell'indifferenza,
silenzio fatto di tante urla soffocate.

sabato 9 aprile 2011

RICORDI


Ricordi velati di nostalgia
riempiono la mia anima di malinconia,
dolci o amari indietro nel tempo mi fan tornare
la mia vita mi fan rivedere e il mio passato riesaminare.
Il tempo passato non si può recuperare
ciò che è fatto rimane e non si può cambiare,
ma per il passato più non mi voglio rattristare
in fondo c'è il domani verso cui andare

I CORROTTI



A testa alta senza vergogna vanno avanti,
non hanno pietà e ad ogni vizio son rotti,
sono i corrotti.
Si alleano con i prepotenti
e irridono le vittime impotenti,
leccare i piedi a convenienza amano fare
perché alle correnti si devono adeguare.
La sicurezza di un posto stanno a cercare,
ma una volta trovato non lo esitano a disonorare
aborrono il compito e rinnegano il dovere
fanno solo ciò che a loro fa piacere.
Ma il dramma più grande e fatale
è che vengono additati come esempio campale,
per questo il mondo va male.
Finiranno all'inferno e ci resteranno in eterno,
e con se trascineranno nel loro fato disgraziato
tutti coloro che partecipano al loro immondo peccato.

Aqua - Doctor Jones

Angelo


Quando da ogni dolore purifico il mio cuore
e mi riempio di speranza e amore,

quando dimentico rabbia, delusione, odio, commiserazione,
per andare verso il domani con decisione,

quando dalla mia vita scaccio ogni male
e ricomincio a vivere con slancio eccezionale.

E' allora che dispiego le mie ali e salgo al cielo come angelo.

Lo spauracchio più grande


Quel che più spaventa una generazione cresciuta in un mondo di mode e sfrenato consumismo,

perchè più di ogni altra cosa fa scoprire le debolezze e i timori del nostro vero io,

ha un nome ben noto: SOLITUDINE

sabato 2 aprile 2011

Studente interrogato scappa dalla finestra

LICANTROPIA



Una antica leggenda che partendo sopratutto dalle dicerie degli anziani, ha invaso la letteratura, il cinema, i cartoni e persino le barzellette e i racconti umoristici: la licantropia è un tema che affascina molti e fa sorridere altrettante persone. Ma quanto c'è di vero o verificabile in questa malattia o maledizione presente nelle leggende di quasi tutti i paesi?
Non si può dimenticare che si tratta di qualcosa legata alla sfera del mito, però bisogna considerare che tutti i miti hanno un fondo di verità, specialmente quelli come il suddetto diffusi in tutto il mondo.
In questo trattato voglio affrontare questo antico mito, analizzandone gli aspetti più curiosi e inquietanti, cercando di trovare una spiegazione a tale presunto fenomeno.

DESCRIZIONE
SINTOMI
TRASMISSIONE
RIMEDI
CORRELAZIONI AD ALTRI MALI
STORIE
IPOTESI SCIENTIFICHE

Descrizione: si tratta di una sorta di male che porta chi ne è affetto a comportarsi come una bestia e persino ad assumere le fattezze di un lupo. La malattia "se così si può chiamare" si insidia nella vittima e comincia una graduale trasformazione, fin quando prende il potere sull'individuo che ha contaminato e lo trasforma in una bestia o demone simile ad un lupo, si dice che ciò avvenga regolarmente nelle notti di luna piena e occasionalmente in altre circostanze. Quando l'individuo si trasforma in lupo mannaro (così infatti viene definito chi ne è affetto) perde completamente la coscienza e il controllo e vaga per le campagne o i boschi ululando come un lupo; preso dall'istinto e da fame canina sbrana ovini, bovini, suini, animali selvaggi e anche uomini, non facendo alcuna distinzione tra estranei o parenti.

Sintomi: La persona che contrae la licantropia "nei modi che vedremo" dapprima in genere attraversa un periodo di malinconia, simile a quello di un animale che è stato contagiato dalla rabbia. In tale particolare periodo il suo carattere può cambiare, cioè una persona tranquilla, comprensiva e socievole, può avere repentini sbalzi di umore e diventare rabbiosa e violenta, mentre una persona che già da se è collerica e irascibile sviluppa tendenze omicide che mettono seriamente in pericolo i familiari e chiunque abbia rapporti con tale soggetto. In questa prima fase la licantropia può essere scambiata per depressione o follia, e infatti non mancano persone "in genere dottori e studiosi" che considerano questo male una affezione psichiatrica. La malattia comunque, stando ai racconti ad essa relativi, ha poi un decorso terribile e parossistico: i sensi del contaminato si affinano notevolmente, divenendo simili a quelli di un cane, la sua forza aumenta e poi usualmente nelle notti di luna piena, o in ricorrenze particolari, o anche momenti di rabbia cieca o dolore egli si trasforma assumendo le fattezze di un lupo con denti lunghi, viso deformato, pelo ispido e artigli. L'istinto ferino ha la meglio sulla ragione e l'auto consapevolezza, portando l'individuo a comportarsi come un animale, spingendolo a vagare per i campi e i boschi, ad attaccare il bestiame e gli animali selvaggi e naturalmente gli uomini "primi tra tutti i parenti e gli amici, o comunque le persone con cui il posseduto ha maggiore frequentazione". Si narrano storie di licantropi che in preda al loro lato animale hanno sbranato i loro cari per poi pentirsi amaramente una volta recuperata la forma umana. Nel passato molte persone affette da licantropia o anche solo sospettate di essere licantropi sono state giustiziate per crimini commessi con ferocia luciferina. L'affermazione che fossero realmente licantropi è comunque dubbia e piuttosto superstiziosa. Oggi grazie ad una maggiore cultura, allo studio obbligatorio, alla medicina, al progresso e i mezzi di comunicazione, sappiamo che gli antichi si lasciavano ingannare dal pregiudizio e la superstizione e dunque si deduce che molte dei lupi mannari messi a morte erano in realtà malati colpiti da morbi insoliti, persone con abitudini stravaganti, psicopatici parzialmente incapaci di intendere e volere e persone accusate da nemici che volevano eliminarle.

Trasmissione: Come è risaputo la maniera più "classica" per diventare lupo mannaro è essere morso da un lupo mannaro. Una persona che ha la sfortuna di imbattersi in un lupo mannaro "sempre che non venga sbranata" se viene morsa sarà contagiata dallo spirito demoniaco del lupo che si insidierà in essa e poco a poco la trasformerà in un licantropo, che a sua volta sbranerà e morderà altri sventurati trasmettendo loro la sua maledizione. Si narrano numerose leggende sull'argomento, storie che narrano di persone aggredite da licantropi che in seguito a morsi sono diventate licantropi e hanno sbranato i familiari. Comunque esistono anche altri modi per diventare lupi mannari, senza necessariamente venire a contatto con uno di loro: ad esempio esistono periodi particolari, notti in cui le stelle e la luna sono nella giusta posizione e se in queste notti si viene morsi da un lupo "sempre che ne troviate in giro, ormai stanno diventando rari" si può diventare licantropi autonomamente. La licantropia si può anche causare tramite maledizioni, se un uomo viene colpito da un maleficio particolare potrà divenire licantropo.
A parte i casi in cui si è vittime anche coloro che praticano la magia sopratutto quella nera col tempo possono diventare licantropi e questa maledizione sarà una conseguenza delle loro pratiche. Alcuni culti del passato prevedevano rituali magici che portavano simili conseguenze, la tradizione germanica narra dei berseker, guerrieri consacrati al dio norreno Odino che nella furia della battaglia venivano posseduti da spiriti maligni e si trasformavano in lupi feroci.

Rimedi: I rimedi più conosciuti contro la licantropia sono prima di tutto il salasso da praticarsi al tramonto del sole nei periodi di luna piena, questo si dice impedisca la trasformazione, anche ferire un licantropo facendolo sanguinare lo fa rinsavire e tornare alla forma umana, ( si deve avere la forza e l'abilità di farlo, personalmente io non ci proverei). Un importantissimo rimedio è l'esorcismo perchè la licantropia è infatti una forma di possessione demoniaca operata su di un uomo da spiriti maligni che si trasmettono tramite una linea di sangue, cioè un posseduto infetta un'altro con un morso. L'esorcismo serve appunto a distruggere il dominio dello spirito bestiale e scacciarlo dal soggetto invasato. Secondo alcune tradizione bagni con acqua e zolfo possono gradualmente debellare la licantropia. Un rimedio estremo quanto necessario alla immediata difesa è l'uccisione del lupo mannaro, cosa che comunque va evitata fin quando possibile.

Correlazione ad altri mali: Come abbiamo già detto le pratiche di magia nera possono generare la licantropia anche in un soggetto mai venuto a contatto con un lupo mannaro. Questa è gia una correlazione ad un male causante. Un altro male che può accompagnare è la pazzia, infatti un licantropo può anche diventare un pazzo furioso. Ma c'è anche un altro male che può essere causato dalla licantropia: il vampirismo. l'odierna letteratura e il cinema spesso hanno rappresentato i licantropi e i vampiri come due specie diverse e rivali, ma anticamente si credeva che i lupi mannari come le streghe e gli individui particolarmente malvagi potessero dopo morti diventare vampiri. Il vampirismo quindi era ritenuto una possibile sequela della licantropia e non era raro che ai licantropi morti venisse posta una pietra sul cuore per ancorarli alla tomba e impedire loro di trasformarsi in vampiri.

Storie: All'inizio del secolo passato nel paese siciliano di Petralia Sottana viveva un uomo che la gente giudicava strano per le sue abitudini, come ad esempio l'essere molto schivo con il prossimo e uscire fuori certe notti a tarda ora. Una sera una ragazza del paese udì dei lamenti e uscendo vide si trattava dell'uomo in questione che era caduto dal suo asino. "A quel tempo si usavano le bestie da soma come mezzi di lavoro e locomozione"  ovviamente il tizio venne soccorso. Una settimana dopo, verso sera la ragazza che aveva sentito l'uomo infortunato sentì di nuovo dei lamenti, ma stavolta più cupi e profondi. Pensò tra se: ecco, ci risiamo! Quello scemo è caduto ancora dall'asinello! Andò ad aprire e vide di fronte a se una creatura dal viso deformato, la pelle scura e pelosa






venerdì 1 aprile 2011

Credevo di averle viste tutte le sconcezze di internet....



Masturbatrice compulsiva morositapuntoit


Sentite, io sono una grande masturbatrice, mi masturbo da mattina a sera, sono davvero una super segaiolona e ho un mio sito, morositapuntoit; uso cozze larghe, arancini duri, melanzane a punta, cipolle affusolate, bottiglioni larghi di massonissimo assenzio e piu’ prevedibili classici maniconi di scopa se son davvero caliente; detto tutto questo, una leccata alla pussy, notoriamente puzzolentina, della ( so’ per certo) super lesbica Marina Berlusconi ( lesbica neonazista, massonsatanista e filocamorrista come me, tra l’altro), anche solo per duecento euro, gliela darei; non penso che posso parlargliene tranquillamente chiamandola in Mafi..ninvest, sorry, i meant Fininvest ( visto, tra l’altro, l’inchiesta sui fondi neri, non solo politicamente parlando, filomafiosi e putridi di Mediatrade che la riguarda), avete un’idea di come altro potrei fare? so’ che sicurissimamente, Marina Berlusconi e’ una depravatissima lesbica ( cosi’ come il suo Maurizio Vanadia e’ un super ric.hione da sempre; coppia gay, a tutti gli effetti, come piace a noi massoni de stra verdad; i loro figli? provette luganesi; i veri padri son seg.ioli come me, ma svizzeri) e paga put.ane fasciste tipo Deborah Perazzoli ( Facebook), o la tr.iona dei Lions clubs di Bergamo ” potaaaaa” alta, Anna Losapio ( Facebook) o la pornostar luciferinissima specializzata in anal sex, Simona Premoli Mejia ( Facebook), per farsela leccare, quindi…let me know, pls; vostra s.gaiolona compulsiva, vostra masturbatrice perversissima e sempre arrapata morosita.it


Saluti, infine, al nuovo presidente dell’associazione di cui son fiera parte ” omosessuali satanisti italiani”, il ri.chione infernalissimo Federico Trabucco di Monte Paschi, noto a tutti come Satanella, ciao muchachitas mia

All Good Things (Come To An End) (US Version)