domenica 24 ottobre 2010

IL PRESAGIO


Decenni orsono viveva nell'isola di Malta un ragazzo quindicenne di nome Jonathan, di padre inglese e madre Maltese. Il padre Herbert Leroy Norton, scomparso per una violenta tempesta prima che lui nascesse era stato il capitano di un peschereccio e aveva lavorato per una compagnia ittica britannica. La madre Sarah Schifani, dottoressa in medicina generale era addolorata per il marito che non aveva neanche visto nascere il figlio, comunque lei cresceva Jonathan insieme alla madre e non gli faceva mancare niente. Dal canto suo il ragazzo era sereno e non portava traumi, anche se si domandava come sarebbe stato crescere con il padre e che genere di rapporto avrebbe avuto con lui. La madre gli diceva sempre che era alto e aveva capelli biondi e occhi blu, come si vedeva dalle foto, era un tipo allegro e ottimista, era molto contento della paternità e aveva grandi progetti per lui, ma questo non delineava in maniera risolutiva le caratteristiche e il comportamento dell'uomo. Durante l'inverno per un pò di tempo Jonathan andava in Inghilterra dai nonni paterni chiamati Norman e Dorothy, per conoscere la ricca patria paterna, ambientarvisi e approfondire gli studi; il ragazzo però non si trovava bene con loro, perchè anche se volevano il suo bene, erano severi e dal carattere cupo e a volte parlavano male della madre " la chiamavano di nascosto pescivendola laureata". Inoltre non parlavano bene neanche del figlio, per meglio dire non ne parlavano affatto, perchè avevano interrotto i rapporti con lui prima della sua morte per divergenze sul suo matrimonio. Loro in realtà avrebbero preferito che sposasse una certa Mary Perrodon figlia di un generale di nobili origini della Royal Navy, perchè tale unione avrebbe portato benessere alla famiglia e consentito a nonno Norman ufficiale minore di innalzarsi gerarchicamente. Purtroppo però i due rampolli non erano compatibili per carattere e propensioni e la bella Mary pur non osando ribellarsi alla decisione del padre dimostrava di non sopportare Herbert, il quale notandolo decise di rifiutare quel matrimonio combinato e di scegliersi invece una ragazza maltese di umili origini anche se laureanda in medicina. Per essersi guadagnato l'inimicizia del generale Perrodon, Herbert fu costretto a lasciar la Royal Navy e si mise alle dipendenze di una compagnia ittica, un salto di status sociale che aveva oscurato il prestigio della famiglia e aveva irritato a morte il padre che non volle vederlo più. In realtà i nonni volevano pentirsi delle loro decisioni, ma l'orgoglio e il timore dei rimproveri della nuora li mantenevano su quella sofferta posizione. Jonathan comunque non contrattaccava perchè capiva che era fatica persa, li lasciava sbollire sperando di tornare a Malta quanto prima. Una sera d'estate Jonathan si trovava nel porto di La Valletta e osservava le navi che veloci scivolavano sul mare, quando ebbe come un brivido e vide poco lontano da se un uomo che sembrava un capitano dall'alta statura, la divisa scura, i capelli castani che si intravedevano dal cappello, gli occhi blu e una leggera zazzera di barba biondiccia che gli incorniciava il volto. Questo strano tizio lo fissava in un modo inquietante e lo aveva letteralmente paralizzato con lo sguardo, poi prese ad avvicinarsi con uno sguardo così gelido che sembrava volerlo aggredire. Jonathan che non riusciva a muoversi e neanche a gridare era terrorizzato e chiuse gli occhi aspettandosi un pugno in faccia, ma fu scrollato da un passante che gli domandò se stesse bene e vide che quell'uomo non c'era più. Allora domandò dove fosse finito il nostromo di fronte a lui ma si sentì rispondere che non c'era nessuno e aveva le allucinazioni. Il giorno dopo Jonathan andò con in gita su un isolotto con alcuni amici e si divertì per tutta la giornata, ma verso sera mentre era intento a raccogliere conchiglie vide di nuovo l'uomo del giorno prima che si avvicinava e iniziò a provare la stessa sensazione di paralisi. Allora ebbe una reazione quasi isterica e chiamò i compagni, ma quando questi arrivarono non videro nessuno e il tizio era di nuovo sparito. Di ritorno Jonathan disse delle sue visioni a sua madre e questa rimase allibita e dopo avergli somministrato dei calmanti decise di tenerlo in casa per 4 giorni sia per riposo, sia come misura precauzionale, nel caso in cui qualcuno lo avesse davvero adocchiato non vedendolo in giro per qualche giorno avrebbe lasciato perdere. Invece le cose si complicarono perchè nei giorni in cui Jonathan non uscì fu la madre a vedere l'inquietante marinaio e a sentire la terribile sensazione di paralisi descritta dal figlio, tentò allora di indicarlo ad un amico ma quello rispose che non vedeva nessuno. Per giunta sia i nonni paterni che telefonarono preoccupati che la nonna materna sognarono un individuo che dalla descrizione sembrava lo stesso visto da madre e figlio che annegava Jonathan in mare. Allora Sarah comprese che stava accadendo qualcosa di spaventoso e nel tentativo di eludere il misterioso individuo decise di recarsi con Jonathan e la madre in Inghilterra dai suoceri, i quali nonostante i contrasti la ricevettero. Giunta a destinazione parlò con i suoceri del sogno e scoprì che era lo stesso fatto dalla madre. Tutti rimasero turbati e decisero di vedere come si mettevano le cose. L'indomani Jonathan Era a passeggio col nonno, quando entrambi videro dal lato opposto della strada il misterioso persecutore. Norman reagendo alla sensazione di paralisi cercò di aizzare contro lo sconosciuto il suo cane da caccia, ma l'animale terrorizzato fuggì via allora il buon uomo chiese aiuto ai passanti indicando il molestatore, ma tutti risposero che non c'era nessuno. Norman perlustrò tutto l'isolato e chiese informazioni ai passanti che dissero che non avevano visto nessuno che somigliasse a quell'uomo. La notte seguente verso le 3 Jonathan si svegliò e vide con sommo orrore di fronte a se il terrificante persecutore, stava per urlare ma fu zittito dal tizio che gli disse: desidero che tu venga con me, devo mostrarti una cosa, solo una e poi ti lascerò in pace per sempre. Anche se non sapeva perchè il ragazzo decise di ubbidire a quell'uomo, il quale per uscire di casa non aprì la porta come fa chiunque ma la attraversò, capì allora che si trattava di uno spettro e mai nessuno avrebbe potuto cacciarlo se non lui stesso. Appena uscì di casa si ritrovò per magia nel porto di la valletta e seguì il nostromo fin davanti ad una navetta della guardia costiera nella quale fu invitato ad entrare, ma appena entrato si vide trasformato proprio nel suo persecutore anche se sapeva di essere sempre se stesso, vide numerosi attestati al merito conferiti al capitano Jonathan Ferries Norton per aver salvato numerose vite, c'erano anche una foto del misterioso capitano con una bella donna e un'altra con due bambini. La nave era come travolta da una terribile tempesta e improvvisamente si capovolse e fu invasa dalle fredde acque che lo travolsero. d'improvviso Jonathan si svegliò bagnato fradicio nel cortile di fronte casa sua mentre stava piovendo a dirotto, si rese allora conto mentre i familiari lo soccorrevano, di essere lui stesso lo spirito persecutore per quello che sarebbe stato in futuro, perchè sarebbe morto nel compimento del dovere a causa di una tempesta come il padre, raccontò tutto ai familiari che preoccupati lo portarono dai medici e si sentirono dire che a volte una situazione di forte stress possono innescarsi strani meccanismi ipnotici che possono portare ad allucinazioni, anche collettive. Da quella fredda mattinata Jonathan venne tenuto sotto osservazione e persino presentato a un prete, ma non si verificarono più apparizioni o fenomeni strani così tutti credettero davvero che si fosse trattato di allucinazione collettiva anche se rimanevano particolari difficili da spiegare come lo stesso sogno fatto da tre persone diverse. Terminate le superiori Jonathan si trovò una bella ragazza e si iscrisse alla facoltà di medicina, ma iniziò a sognare marinai e immigrati clandestini che lo imploravano di salvarli. le persone che solo lui poteva salvare lo stavano chiamando e adesso doveva scegliere, così Jonathan scelse, abbandonò l'università con sgomento di tutti e si iscrisse alla marina di Malta, svolgendo con zelo il suo compito fino al giorno della profezia nel quale morì annegato. Jonathan scomparve il 13/10/1987, lasciando una splendida moglie di nome Rosemary Jones e due figli di nome Adam Herbert Norton e Aaron Norbert Norton che amava ma non vide mai crescere. La madre col tempo capì che quelle visioni erano un presagio, ma Jonathan non poteva sottrarsi al suo destino a causa di un dovere superiore. Dovevano essere persone con il diritto e il dovere di proteggerlo a impedirgli di abbracciare il suo destino, ma nessuno aveva saputo capire, neanche lei sua madre.

L'arrivo dei freddi
















Col suo gelo, le piogge, i venti e la neve, l'inverno sta per arrivare. Una stagione in cui la natura si ammanta di un gelido mantello di sonno per poi risvegliarsi vivace e variopinta a primavera. Ma l'uomo non va in letargo, più che in ogni altra stagione anzi manifesta la sua operosità e il suo ingegno. Stranamente io mi sento meglio in inverno che d'estate, non so perchè forse sarà il caldo afoso di quest'ultima.










giovedì 21 ottobre 2010

DHAMPYR


Esisteva in Inghilterra nel 1800 un piccolo villaggio chiamato Morton i cui abitanti vivevano di pastorizia e agricoltura. In questo villaggio viveva un ragazzo con profondi occhi cerulei e capelli castani chiamato William O'Connor nato nel 1861 che solitamente badava alla chiesa e faceva lavoretti di giardinaggio. Questo ragazzo non aveva famiglia o amici, l'unica persona che sembrava amarlo era il prete del villaggio che lo aveva in affido, lo provvedeva del necessario e gli impartiva per come poteva una istruzione. Tutti gli altri lo sfuggivano e lo temevano come avesse la lebbra, perchè sapevano come era venuto al mondo, sapevano che era figlio di un vampiro. Anni addietro in quel villaggio era vissuto un uomo di nome Alan Raymond MC Miller abile fabbro onesto e socievole, quest'uomo aveva un unico figlio che si era gravemente ammalato e non potendo permettersi le costose cure necessarie, fu costretto a ricorrere ad un usuraio per avere in prestito una grande somma di denaro. Purtroppo, nonostante l'intervento di diversi medici, la limitata medicina dell'epoca non potè guarire il bambino che morì. Lo strozzino comunque non era un uomo dal cuore tenero e pretese la restituzione del prestito con contorno di pesanti interessi e deufradò così il fabbro di tutto ciò che aveva. Il poveretto già abbattuto dalla disgrazia ebbe un raptus e si impiccò bestemmiando e maledicendo Dio, lasciando una vedova che divenne pazza e un grande cordoglio in tutti i compaesani.
Un mese dopo però molte persone sostennero che la notte il defunto fabbro attaccava il bestiame e dissanguava persone, così il terrore si diffuse nel paesello. Una notte il fabbro dannato con uno stratagemma si introdusse in casa di una ragazza ammirata da tutti per la sua bellezza, che si chiamava Susan O'Connor, invece che salassarla ne rimase affascinato e la prese soggiogandola con i suoi poteri ipnotici. L'indomani la vedova O'Connor seppe quello che il fabbro aveva fatto alla figlia, così indignata e sostenuta dai parenti delle altre vittime radunò tutti i compaesani e li esortò a liberarsi di quel flagello. Come prima cosa gli abitanti vollero vedere se davvero Alan fosse un vampiro perciò riesumarono la tomba e la trovarono vuota nonostante fosse intatta, avendo quindi conferma dei loro sospetti si munirono di armi e di tutti gli oggetti che tradizionalmente respingono i non morti, si mobilitarono, trovando il covo del vampiro in un vecchio castello in rovina e riuscirono ad ucciderlo dopo una durissima lotta; poi decapitarono nelle loro tombe tutte le vittime di Alan prima che divenissero anch'esse vampiri. Susan però si scoprì incinta con immenso orrore di tutti i concittadini, ma nonostante tutti la disapprovassero volle portare a termine la gravidanza, rimase comunque stremata da un parto difficile ed ebbe giusto il tempo di abbracciare il bimbo e dargli il nome del nonno prima di spirare.
A causa dell'amore della madre che lo aveva accettato nonostante la sua origine e degli insegnamenti del padre adottivo William era un essere umano libero dalla ferocia e sete di sangue dei vampiri, ma era diverso da chiunque perchè i suoi sensi percepivano cose che i sensi umani non potevano, era straordinariamente forte, guariva quasi subito da ferite o traumi, non si ammalava mai e dimostrava di avere poteri ipnotici. A causa di queste particolarità che col tempo divenivano evidenti tutti lo allontanavano e così il ragazzo benchè socievole crebbe emarginato. Quando William ebbe trent'anni il prete che lo aveva allevato morì facendogli conoscere il dispiacere della perdita, così lui divenne cupo e schivo e si allontanò dal villaggio prendendo una casa vicino al bosco e liberando i compaesani della sua infausta presenza. Nessuno voleva passare dalle sue parti, perchè tutti rivedevano nelle sue fattezze il fabbro Alan, ma la situazione cambiò quando William prese a fare un lavoro che si accordava con le sue capacità: il cacciatore di taglie, se si dovevano trovare ladri, criminali o persone scomparse bastava venire da lui, fargli annusare un effetto personale, pattuire il prezzo e William trovava la persona in questione ovunque fosse, viva o morta. Anche coloro che ricevevano le sgradite visite dei vampiri e di altre creature del male venivano da lui perchè era l'unico che poteva fiutarli, combatterli e ucciderli. Così William si guadagnò un posto nella società, anche se doveva fare un lavoro sporco, era inoltre malinconico perchè si chiedeva se un giorno anche lui avrebbe conosciuto l'amore di una famiglia o invece sarebbe stato solo per sempre. Un giorno venne a lui il sindaco di un villaggio vicino lamentando degli orribili omicidi e dissanguamenti d'animali, e chiedendo il suo aiuto. Così William si recò nel posto in questione e scoprì che c'erano dei vampiri, ovviamente prese a eliminarli finchè non vide una di loro, bellissima, con lunghi e setosi capelli biondi, occhi verdi, figura snella e gentile. Questa vampira non cercava di combatterlo ma anzi si offriva rassegnata alla sua spada. I due si guardarono a lungo, poi William le fece cenno di andare e la vampira scomparve nel buio della notte. L'indomani l'uomo si domandò se fosse impazzito, aveva lasciato andare un parassita assassino, come aveva potuto essere così folle? La notte dopo William uscì di nuovo per eliminare qualunque vampiro avesse visto, ma ne trovò solo uno molto diverso da quelli che aveva affrontato, riccamente vestito, con uno strano accento ed un'aria ieratica. Questi invece che fuggire o perdere lo sconfisse e lo picchiò fino a farlo svenire. Quando rinvenne lo sventurato si ritrovò in una abbazzia sconsacrata e seppe di essere prigioniero di Ferenc Grigorij Draikan, detto il principe dei vampiri. Costui era stato secoli prima un cavaliere ungherese dell'ordine dei Teutoni, ma aveva apostatato dalla sua fede e si era dato alla magia nera per ottenere l'immortalità. Nel 1394 le sue pratiche furono scoperte per la dilazione di un servo e lui fu accusato di eresia e sacrifici umani, venne condannato a morte, murato vivo e lasciato morire di fame; Per questo era divenuto un potentissimo vampiro con una ambizione: governare il mondo, era venuto dalla lontana Ungheria per la predizione di una zingara che gli aveva rivelato che in Inghilterra avrebbe trovato una creatura rarissima nata dall'unione di un figlio della notte con una figlia dell'uomo, un dampiro. All'alba lo avrebbe dissanguato e sarebbe divenuto immune alla sua sola paura: la luce del sole. Credendosi spacciato William raccomandò l'anima a Dio, ma sopraggiunse la vampira da lui risparmiata che uccise lo zombi suo carceriere e lo liberò. Si chiamava Marisol de Almodovar ed era nata in Spagna nel 1700 da una famiglia nobile, la sua famiglia fu distrutta da Draikan la notte in cui questi la rese una non morta sua schiava. Per vendicarsi del suo crudele padrone verso il quale aveva sempre nutrito un segreto astio era accorsa in aiuto di William del quale tra l'altro si era anche invaghita. Condusse l'uomo fuori dall'abbazzia mentre il sole stava per sorgere ma si trovò davanti il suo spaventoso signore che la apostrofò con aggettivi da non trascrivere e aggredì entrambi furiosamente. I due lottarono insieme come una cosa sola, persi insieme in quel momento di buio, ma Draikan troppo forte per chiunque li sopraffece, stramazzò a terra Marisol e soggiogò William ma quando stava per salassarlo Marisol si frappose con uno scatto improvviso e fu morsa e dissanguata al posto dell'amante. Allora William si infuriò come mai prima, aggredì Draikan, lo sconfisse e gli strappò il cuore, poi abbracciò Marisol che stava svanendo al sole confessandole di aver trovato in lei il vero amore. Da quella notte nessuno vide più William, che sparì per andare chissà dove. Gli uomini lo ritenevano un mostro e i vampiri un bastardo, assassino perciò non c'era posto per lui nè nel mondo degli uomini, nè agli inferi. Odiato e rifuggito da tutti si rassegnò a vivere in solitudine nel doloroso ricordo della donna che lo aveva amato fino a dare la vita per lui, la quale per ironia della sorte era una vampira.

PRIMAVERA

Incomparabile la bellezza della primavera, però purtroppo adesso dobbiamo prepararci all'inverno! video

martedì 19 ottobre 2010

L'anello della giovinezza.


Diversi secoli fa in una regione imprecisata esisteva piccolo regno governato da una giovane principessa di nome Anya, una bella ragazza con lunghi è ricciuti capelli rossi, occhi verdi , alta statura e labbra rosse come il melograno. Il re suo padre chiamato Basiron II era morto quando lei era una bambina, difendendo il regno dall'invasione di una terribile tribù di barbari; così la piccola era cresciuta con la madre, la regina Armelis e la nonna paterna Serapis che la avevano preparata al suo difficile destino di reggente. Poi anche la madre morì di morte improvvisa e la nonna a causa di una brutta caduta, e la principessa come unica erede dovette salire al trono, ma nonostante fosse molto giovane, riusciva a governare bene per via della sua generosità e bontà d'animo e gli insegnamenti ricevuti. Da quando era divenuta reggente la principessa doveva trovare un buon partito per ricostituire la famiglia reale e fornire un erede al trono, così cominciò ad esaminare le attenzioni di vari pretendenti che venivano a farle visita, finchè non giunse un giovane barone di nome Aldiron, appartenente ad un regno confinante che chiese ospitalità. Aveva occhi blu, folti capelli biondi, fisico forte e alto; aveva le abilità di un signore della guerra perchè il padre era uno stimato generale, ma anche un carattere mite, burlesco e tendente al gioco. Le sue qualità fecero presa su Anya che lo scelse come pretendente e quindi fu celebrato un sontuoso fidanzamento che rallegrò tutti i sudditi del regno. Nessuno immaginava che su quel piccolo e prospero regno incombesse in realtà una terribile minaccia, infatti ai suoi confini viveva, in un buio castello, una vecchia strega chiamata Solima. Costei era in realtà una lontana antenata di Anya e molti secoli prima era stata una principessa bella, generosa e buona come lei; si era innamorata di un cavaliere della sua guardia che le e aveva giurato eterno amore e aveva deciso di sposarlo.
Purtroppo per lei però, il bel giovane era malvagio, voleva diventare suo consorte per ascendere al trono, poi la avrebbe eliminata e si sarebbe unito alla donna che amava davvero. Un mese dopo le nozze il perfido giovane uccise la sposa con un pugnale rubato ad uno stregone, e fece dar la colpa ad un robusto e violento mentecatto che aveva appositamente manipolato e portato a palazzo, ma il meschino non sapeva che quel pugnale era stregato e trasformava tutti coloro che feriva in creature del male. Qualche giorno dopo infatti l'infelice principessa resuscitò come la potente strega che tutti conoscevano, come prima cosa si vendicò del traditore facendolo morire mille volte, (non trascrivo come o ci vorrebbe un'altra storia), poi sfogò la sua rabbia sul prossimo e si diede a far del male a chiunque incontrasse e così distrusse regni e popolazioni e si accanì in particolare sui giovani sposi che uccideva o faceva impazzire inducendoli all'uxoricidio. La sua storia si raccontava con orrore da generazioni nella famiglia di Anya, e si diceva che un giorno ella avrebbe conquistato tutta la terra. I suoi poteri però non avevano potuto fermare il tempo perchè l'odio e la rabbia che aveva dentro la corrodevano e così con il passare degli anni era invecchiata e adesso era prossima alla tomba, la malefica megera aveva però escogitato un piano per sfuggire alla morte e questo piano includeva Anya che era tanto simile a quello che lei era stata: le avrebbe rubato la giovinezza e il regno e le avrebbe dato in cambio la sua estrema età e solitudine, aspettava che Aldiron si dovesse allontanare per attuarlo. Di lì a poco Aldiron dovette effettivamente allontanarsi per assistere il padre ferito gravemente in battaglia e combattere in sua vece contro degli invasori, così la strega ebbe l'occasione che cercava, scrisse una lettera imitando la calligrafia del barone, forgiò un anello d'oro e un quadretto d'argento che consacrò con una terribile maledizione, poi li mise nella busta insieme alla lettera e inviò il tutto ad Anya con un piccione. Vedendo la calligrafia di Aldiron Anya non sospettò nulla, così appese il quadretto all'ingresso della sua stanza lavò tre volte l'anello e lo mise al dito prima di andare a letto, come c'era scritto nella lettera, pensando che fosse un gioco del fidanzato. Durante la notte l'anello le risucchiò la giovinezza che trasmise alla strega e con un incantesimo la portò nel palazzo oscuro e trasportò la strega nel suo. Il quadretto d'argento invece conteneva un maleficio che serviva a lavare il cervello dei sudditi, perchè ubbidissero alla strega e neanche si ricordassero della loro vera principessa. Il mattino dopo Anya si svegliò in un buio palazzo infestato dagli spettri, e svenne vedendosi una vecchia decrepita. Solima invece ebbe un magnifico risveglio dato che si ritrovò giovane come un tempo e circondata da sudditi che la riverivano. Poco dopo Aldiron ritornò ferito e abbattuto da un'aspra battaglia e il funerale del padre e vide una magnifica e appariscente principessa con lunghi capelli corvini, occhi blu, la pelle leggermente ambrata e vestita in modo provocante; sicuramente incantevole ma che non era affatto Anya. Dopo alcuni minuti di intenso stupore iniziò a protestare dicendo che se non era uno scherzo di pessimo gusto era un colpo di stato e chiedeva della principessa Anya. I membri della corte, plagiati dall'incantesimo del quadretto si toccavano le tempie e lo deridevano, mentre Solima lo strinse a se e lò baciò, e baciandolo gli fece un sortilegio che lo sottomise al suo volere e lo rese un mostro al pari del suo precedente sposo. Dopo aver affidato il Barone alle cure di un servo, la strega rimproverò i cortigiani dicendo che le battaglie sostenute e il funerale del padre avevano certamente scosso la mente di Aldiron che andava aiutato. Dopo un pò di tempo Solima chiamò a se il suo nuovo schiavo, lo munì di un'armatura immune a qualsiasi arma, radunò per lui una armata di mercenari e criminali indi lo inviò a conquistare tutta la terra. La vera Anya, prigioniera e terrorizzata nel castello della strega vide tutto ciò che accadeva in una sfera di cristallo, e disgustata decise di suicidarsi, ma prima che potesse buttarsi da una torre le apparve un bell'uomo vestito come una specie di santone.
Era Aberion lo stregone del Monte Diamante, che si diceva aiutasse i disperati che stavano per perdere la vita, costui le spiegò cosa stava accadendo e le sconsigliò di uccidersi perchè avrebbe dato la vittoria alla rivale. Dopo aver tentato inutilmente di sfilarsi l'anello, Anya lo implorò allora di distruggere la strega e farla tornare come prima, ma lo stregone le rispose che conosceva si l'incantesimo adatto, ma non poteva eseguirlo o avrebbe distrutto anche lei che era collegata alla strega tramite l'anello. Le disse che lui poteva aiutarla con la sua magia ma a sconfiggere la strega doveva essere lei sua vittima designata; continuò dicendo che per annullare l'incantesimo dell'anello e uccidere Solima occorreva una spada sacra di cristallo nascosta nel palazzo. Quella spada creata dal nonno e usata dal padre per respingere i barbari invasori, poteva distruggere tutte le forze del male e quindi anche la strega. Indi Aberion diede ad Anya il suo bastone magico di cristallo che esaudiva i desideri e scomparve.
Allora Anya invocò le forze della natura e comandò loro di fermare Aldiron che spargeva morte e distruzione, poi desiderò di recarsi nel suo regno, e il bastone la trasportò per magia nel suo palazzo. Giunta che vi fu prese l'aspetto di una vecchia serva, si recò nella sala del trono e vide Solima, non come una vecchia strega ma come una giovane e affascinante famme fatale . Allora pensò: (guarda un pò che bel viso, che gioielli, che vestitino, che scollatura e che spacco. Con una esposizione così sfrontata e ricca di addobbi neanche aveva bisogno della magia per sedurre Aldiron, ma adesso ti aggiusto io vampira di gioventù te la farò pagare per avermi mummificata viva). Umilmente si avvicinò a Solima e iniziò a narrarle di Aberion, lo stregone del nord che avversava i conquistatori e li mutava in statue di cristallo sostenendo che poteva essere un serio pericolo, continuò parlando della spada che poteva distruggere tutte le forze soprannaturali. La strega che conosceva bene Aberion credette all'inganno e fece setacciare il palazzo alla ricerca della spada. Trovatala la diede ad Anya perchè la consegnasse ad Aldiron di modo che egli potesse uccidere lo stregone. Ma non appena Anya l'ebbe tra le mani si scagliò su Solima per ucciderla, solo che le sue mani di vecchia non ebbero la forza di sorreggere quell'arma e la lasciarono scivolare. La strega riconosciuta la rivale le strappò il bastone e la spada, la lanciò più volte in aria con la forza del pensiero e la massacrò di botte riducendola in fin di vita.
In quello stesso momento Aldiron ritornò a palazzo per riferire alla strega che aveva dovuto ripiegare perchè la natura sembrava rivoltarglisi contro.
La strega trovò che fosse più crudele e divertente fare uccidere Anya dal fidanzato, quindi ordinò ad Aldiron di finire la vecchia che giaceva per terra. Aldiron si apprestò a farlo ma non appena la guardò negli occhi riconobbe in lei Anya e l'incantesimo che lo teneva schiavo si spezzò, si chinò e la abbracciò chiedendole perdono del male commesso. Furiosa perchè l'amore di Aldiron non si poteva annullare con i suoi sortilegi, Solima prese la spada sacra e la scagliò su Anya, ma Aldiron riparò l'amata col suo corpo e fu ucciso. Allora tutti i sortilegi di Solima si spezzarono e lei tornò una vecchiaccia rattrappita e Anya ridivenne giovane e bella. Questo era avvenuto perchè Aldiron aveva dato la vita per Anya. La giovane principessa prese la spada sacra e decapitò la strega liberando il mondo dalla sua tirannia, disperata prese poi il bastone e desiderò che Aldiron resuscitasse, ma la magia non potè vincere il potere della morte. Allora Anya si chinò su Aldiron, lo baciò più volte, lo bagnò di lacrime e gli trasfuse tutto l'amore che aveva, poi utilizzò ancora il bastone e stavoltà Aldiron tornò in vita. Anya e Aldiron si sposarono e formarono una bella famiglia, ma nonostante quella brutta avventura nel cuore della principessa rimase sempre un pò di pietà per Solima, la principessa uccisa dal suo amore e trasformata in un mostro senza alcuna colpa.

lunedì 18 ottobre 2010

IL CANTO DEL MARINAIO


Mi allontano da casa e vado per mare, ma nell'animo i profumi della mia terra continuo a portare
profumi d'amore e nostalgia, la mia famiglia è lontana e io sono via.
Questo mestiere duro e ingrato dalla mia casa mi rende esiliato,
mi guida altrove senza alcuna certezza riempiendomi il cuore di paura e amarezza.
Quel che venderò e quel che prenderò, quel che pescherò e che consegnerò, questo per gli altri è il mio valore, ma a nessuno importa se anch'io ho un cuore.
Rassegnato a questa sorte a Dio elevo una preghiera, mentre alzo gli occhi alle stelle della sera:
Veglia sui miei cari come padre amoroso e da loro guidami a ritroso,
ma se mi prendesse il mare e non potessi tornare allora accoglimi e donami l'eterno riposo.

I VERI NONNI


Di certo ciò che ho detto prima può farmi apparire come una persona con riserve sulla categoria Nonni. Ci tengo a precisare come in realtà rispetto tale categoria, e la considero uno dei cardini della nostra società, in effetti riconosco che tantissimi nonni si fanno in quattro per la famiglia, aiutano i loro figli con consigli, supporti economici, e affetto incondizionato; guidano, sorvegliano, danno appoggio e comunicano valori ai loro nipoti, e non chiedono mai nulla in cambio. Questi lumi che spesso si nascondono anzichè cercare di emergere con prepotenza, sono coloro che davvero dovremmo onorare e mai dimenticare, sono sostegni insostituibili e quando mancano è una sfortuna. Spesso è la solitudine a spingere gli anziani verso le riunioni di persone con secondi fini ed esistono anche anziani che nonni purtroppo non sono, anche loro se considerati un pò più e scoperti possono dare molto a chiunque li circondi.

LA RIVALSA DEI PADRI FALLITI


In questi ultimi tempi hanno fatto molto rumore un gruppo di anziani che, reduci da fallimenti giovanili con i loro figli, ora reclamano nonnismi e proclamano di esser migliori di come i loro figli sono da genitori, che la vera famiglia devono essere i nonni e invitano o quasi vogliono imporre alla categoria padre di farsi da parte (come in gioventù fecero loro per disinteresse), scomparendo dalla vita dei figli e investendo generosamente i nonni dei loro compiti. Non vorrei sembrare troppo intollerante ma consiglio vivamente a tutti di non fidarsi di tali soggetti, in primo luogo per quanto facciano non possono scalzare i loro figli che sono di fatto capofamiglia, in secondo luogo giova ricordare la doppiezza di queste persone, in gioventù chi più chi meno, sono stati scansafatiche che non volevano responsabilità e con la scusa del lavoro (in realtà erano il disinteresse , i vizi, le cattive amicizie e le scappatelle) sono scappati e non hanno voluto occuparsi della famiglia. In terzo luogo da giovani questi soggetti erano quelli che più disprezzavano gli anziani; ma ora che ci sono i loro figli adulti ad addossarsi come giusto le responsabilità che loro non hanno voluto, e sono loro ad essere vecchi, ora è bello fare i nonni e battersi per la causa degli anziani. A mio dire tali soggetti cercano solo rivalsa e dietro una maschera di aurea bontà vogliono nascondere ciò che davvero sono stati e sarebbero ancora se le circostanze fossero altre.

LA MAGNIFICENZA DELLA NATURA

la natura è una cosa meravigliosa per gli spettacoli che offre, poterci stare a contatto rigenera il corpo e lo spirito. Lo stile di vita che conduciamo oggi ha generato tante problematiche che si risolverebbero se si tornasse ai vecchi stili di un tempo. Con una tecnologia più pulita potremmo salvaguardare la terra che è la nostra casa. video

domenica 17 ottobre 2010

LA MALINCONIA DI VIVERE

La malinconia in se è un sentimento di vuoto, perdita, mancanza, dolore ed è un sentimento che non vorremmo provare, ma che purtroppo nella vita ci tocca sperimentare spesso. La malinconia di vivere è una cosa ancora peggiore, in quanto non si tratta di un sentimento che si può provare in una determinata situazione, per uno specifico fatto, ma di una condizione di vita che si viene a creare quando una persona: versa continuamente in una situazione di solitudine e allontanamento dai suoi affetti per svariati motivi, ha subito una grave perdita che ha contribuito a portare un oscuro cambiamento nella sua vita, vive in una condizione disabilitante per problemi di salute, economici, morali o sociali, o per una concomitanza fra questi e altri fattori. Si prova come un senso di vuoto e di dolore, in generale verso le ore del pomeriggio o dopo il risveglio, o comunque nei momenti che più facilmente favoriscono l'introspezione; come una specie di dolce eppure amarissima malinconia che progressivamente corrode, e fa apparire i propri obiettivi sempre più lontani e impossibili da raggiungere. Psicologi e medici, come anche sociologi dovrebbero far attenzione a questa problematica che è il risultato di tante negatività e avvenimenti e che spesso porta altri mali con se.

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Ciao a tutti, benvenuti in questo blog, dove mi diletterò a scrivere e condividere le mie opinioni, il mio sapere e tutto ciò che ho fatto e so fare di meglio. Purtroppo sono solo un dilettante e non posso creare nulla di realmente professionale, ma voglio comunque provare a fare un blog in cui raccogliere produzioni, idee, leggende, opinioni e a volte anche proteste. Potrete trovarvi produzioni già pubblicate in altri siti, ma che sono però di mia stretta creazione, non pubblicherò idee, opere o discorsi appartenenti a altri autori, a meno che non riceva l'autorizzazione. Salvo proclami e discorsi pubblici di politici e vip che mi riserverò di commentare liberamente, perchè viviamo in un paese dove esiste libertà di stampa e parola. Mi augurò che gli avventori troveranno interessante e magari utile ciò che pubblico.