domenica 24 ottobre 2010

IL PRESAGIO


Decenni orsono viveva nell'isola di Malta un ragazzo quindicenne di nome Jonathan, di padre inglese e madre Maltese. Il padre Herbert Leroy Norton, scomparso per una violenta tempesta prima che lui nascesse era stato il capitano di un peschereccio e aveva lavorato per una compagnia ittica britannica. La madre Sarah Schifani, dottoressa in medicina generale era addolorata per il marito che non aveva neanche visto nascere il figlio, comunque lei cresceva Jonathan insieme alla madre e non gli faceva mancare niente. Dal canto suo il ragazzo era sereno e non portava traumi, anche se si domandava come sarebbe stato crescere con il padre e che genere di rapporto avrebbe avuto con lui. La madre gli diceva sempre che era alto e aveva capelli biondi e occhi blu, come si vedeva dalle foto, era un tipo allegro e ottimista, era molto contento della paternità e aveva grandi progetti per lui, ma questo non delineava in maniera risolutiva le caratteristiche e il comportamento dell'uomo. Durante l'inverno per un pò di tempo Jonathan andava in Inghilterra dai nonni paterni chiamati Norman e Dorothy, per conoscere la ricca patria paterna, ambientarvisi e approfondire gli studi; il ragazzo però non si trovava bene con loro, perchè anche se volevano il suo bene, erano severi e dal carattere cupo e a volte parlavano male della madre " la chiamavano di nascosto pescivendola laureata". Inoltre non parlavano bene neanche del figlio, per meglio dire non ne parlavano affatto, perchè avevano interrotto i rapporti con lui prima della sua morte per divergenze sul suo matrimonio. Loro in realtà avrebbero preferito che sposasse una certa Mary Perrodon figlia di un generale di nobili origini della Royal Navy, perchè tale unione avrebbe portato benessere alla famiglia e consentito a nonno Norman ufficiale minore di innalzarsi gerarchicamente. Purtroppo però i due rampolli non erano compatibili per carattere e propensioni e la bella Mary pur non osando ribellarsi alla decisione del padre dimostrava di non sopportare Herbert, il quale notandolo decise di rifiutare quel matrimonio combinato e di scegliersi invece una ragazza maltese di umili origini anche se laureanda in medicina. Per essersi guadagnato l'inimicizia del generale Perrodon, Herbert fu costretto a lasciar la Royal Navy e si mise alle dipendenze di una compagnia ittica, un salto di status sociale che aveva oscurato il prestigio della famiglia e aveva irritato a morte il padre che non volle vederlo più. In realtà i nonni volevano pentirsi delle loro decisioni, ma l'orgoglio e il timore dei rimproveri della nuora li mantenevano su quella sofferta posizione. Jonathan comunque non contrattaccava perchè capiva che era fatica persa, li lasciava sbollire sperando di tornare a Malta quanto prima. Una sera d'estate Jonathan si trovava nel porto di La Valletta e osservava le navi che veloci scivolavano sul mare, quando ebbe come un brivido e vide poco lontano da se un uomo che sembrava un capitano dall'alta statura, la divisa scura, i capelli castani che si intravedevano dal cappello, gli occhi blu e una leggera zazzera di barba biondiccia che gli incorniciava il volto. Questo strano tizio lo fissava in un modo inquietante e lo aveva letteralmente paralizzato con lo sguardo, poi prese ad avvicinarsi con uno sguardo così gelido che sembrava volerlo aggredire. Jonathan che non riusciva a muoversi e neanche a gridare era terrorizzato e chiuse gli occhi aspettandosi un pugno in faccia, ma fu scrollato da un passante che gli domandò se stesse bene e vide che quell'uomo non c'era più. Allora domandò dove fosse finito il nostromo di fronte a lui ma si sentì rispondere che non c'era nessuno e aveva le allucinazioni. Il giorno dopo Jonathan andò con in gita su un isolotto con alcuni amici e si divertì per tutta la giornata, ma verso sera mentre era intento a raccogliere conchiglie vide di nuovo l'uomo del giorno prima che si avvicinava e iniziò a provare la stessa sensazione di paralisi. Allora ebbe una reazione quasi isterica e chiamò i compagni, ma quando questi arrivarono non videro nessuno e il tizio era di nuovo sparito. Di ritorno Jonathan disse delle sue visioni a sua madre e questa rimase allibita e dopo avergli somministrato dei calmanti decise di tenerlo in casa per 4 giorni sia per riposo, sia come misura precauzionale, nel caso in cui qualcuno lo avesse davvero adocchiato non vedendolo in giro per qualche giorno avrebbe lasciato perdere. Invece le cose si complicarono perchè nei giorni in cui Jonathan non uscì fu la madre a vedere l'inquietante marinaio e a sentire la terribile sensazione di paralisi descritta dal figlio, tentò allora di indicarlo ad un amico ma quello rispose che non vedeva nessuno. Per giunta sia i nonni paterni che telefonarono preoccupati che la nonna materna sognarono un individuo che dalla descrizione sembrava lo stesso visto da madre e figlio che annegava Jonathan in mare. Allora Sarah comprese che stava accadendo qualcosa di spaventoso e nel tentativo di eludere il misterioso individuo decise di recarsi con Jonathan e la madre in Inghilterra dai suoceri, i quali nonostante i contrasti la ricevettero. Giunta a destinazione parlò con i suoceri del sogno e scoprì che era lo stesso fatto dalla madre. Tutti rimasero turbati e decisero di vedere come si mettevano le cose. L'indomani Jonathan Era a passeggio col nonno, quando entrambi videro dal lato opposto della strada il misterioso persecutore. Norman reagendo alla sensazione di paralisi cercò di aizzare contro lo sconosciuto il suo cane da caccia, ma l'animale terrorizzato fuggì via allora il buon uomo chiese aiuto ai passanti indicando il molestatore, ma tutti risposero che non c'era nessuno. Norman perlustrò tutto l'isolato e chiese informazioni ai passanti che dissero che non avevano visto nessuno che somigliasse a quell'uomo. La notte seguente verso le 3 Jonathan si svegliò e vide con sommo orrore di fronte a se il terrificante persecutore, stava per urlare ma fu zittito dal tizio che gli disse: desidero che tu venga con me, devo mostrarti una cosa, solo una e poi ti lascerò in pace per sempre. Anche se non sapeva perchè il ragazzo decise di ubbidire a quell'uomo, il quale per uscire di casa non aprì la porta come fa chiunque ma la attraversò, capì allora che si trattava di uno spettro e mai nessuno avrebbe potuto cacciarlo se non lui stesso. Appena uscì di casa si ritrovò per magia nel porto di la valletta e seguì il nostromo fin davanti ad una navetta della guardia costiera nella quale fu invitato ad entrare, ma appena entrato si vide trasformato proprio nel suo persecutore anche se sapeva di essere sempre se stesso, vide numerosi attestati al merito conferiti al capitano Jonathan Ferries Norton per aver salvato numerose vite, c'erano anche una foto del misterioso capitano con una bella donna e un'altra con due bambini. La nave era come travolta da una terribile tempesta e improvvisamente si capovolse e fu invasa dalle fredde acque che lo travolsero. d'improvviso Jonathan si svegliò bagnato fradicio nel cortile di fronte casa sua mentre stava piovendo a dirotto, si rese allora conto mentre i familiari lo soccorrevano, di essere lui stesso lo spirito persecutore per quello che sarebbe stato in futuro, perchè sarebbe morto nel compimento del dovere a causa di una tempesta come il padre, raccontò tutto ai familiari che preoccupati lo portarono dai medici e si sentirono dire che a volte una situazione di forte stress possono innescarsi strani meccanismi ipnotici che possono portare ad allucinazioni, anche collettive. Da quella fredda mattinata Jonathan venne tenuto sotto osservazione e persino presentato a un prete, ma non si verificarono più apparizioni o fenomeni strani così tutti credettero davvero che si fosse trattato di allucinazione collettiva anche se rimanevano particolari difficili da spiegare come lo stesso sogno fatto da tre persone diverse. Terminate le superiori Jonathan si trovò una bella ragazza e si iscrisse alla facoltà di medicina, ma iniziò a sognare marinai e immigrati clandestini che lo imploravano di salvarli. le persone che solo lui poteva salvare lo stavano chiamando e adesso doveva scegliere, così Jonathan scelse, abbandonò l'università con sgomento di tutti e si iscrisse alla marina di Malta, svolgendo con zelo il suo compito fino al giorno della profezia nel quale morì annegato. Jonathan scomparve il 13/10/1987, lasciando una splendida moglie di nome Rosemary Jones e due figli di nome Adam Herbert Norton e Aaron Norbert Norton che amava ma non vide mai crescere. La madre col tempo capì che quelle visioni erano un presagio, ma Jonathan non poteva sottrarsi al suo destino a causa di un dovere superiore. Dovevano essere persone con il diritto e il dovere di proteggerlo a impedirgli di abbracciare il suo destino, ma nessuno aveva saputo capire, neanche lei sua madre.

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