martedì 4 giugno 2013

Lo sfregiato - Il selvaggio west



Era un uomo alto, con folti capelli rossi, occhi verdi, barba rada e corta ed una piccola cicatrice sulla guancia destra . Portava un’ampia giacca a frange finemente decorata con amuleti indiani ed aveva una frusta il cui rumore intimidiva  i lupi, (visto che spesso la usava per ucciderli). Cavalcava un bianco destriero arabo di nome Thunder e aveva inoltre una sgargiante collana indiana, ovunque passasse incideva col coltello una A, iniziale di anarchia. Era un bastardo, uno dei peggiori che potessero circolare a quei tempi nelle pianure dell’ ovest. Era nato 35 anni prima in un piccolo villaggio di coloni, di quei coloni che per trovare una vita migliore migravano all’ovest, sfidando le insidie di una terra sconosciuta e la furia degli indigeni. Suo padre era stato un agricoltore ed era morto prima che lui nascesse. La madre era stata una donna di stampo puritano dura e severa,  ed era morta quando il figlioletto aveva 5 anni. Il bambino era stato affidato ad un fattore che pretendeva di farlo sgobbare come un asino senza dargli da mangiare e in più lo picchiava con forza. Ma il peggio doveva ancora arrivare, e difatti di li a poco in una fredda notte d’ inverno vennero gli indiani quelli che la gente chiamava Sioux, anche se loro si denominavano Dakota. Costoro devastarono il villaggio, uccisero parecchi uomini e rapirono alcune donne e bambini, fra i quali lui. Il trattamento che gli aveva riservato il fattore sembrava di tutto riguardo in confronto a quello che aveva dai nativi: lo costrinsero a cacciare e vedersela con ogni genere di bestia per poter mangiare, ma di ciò che prendeva non mangiava quasi niente e quindi era costretto a sfamarsi con tuberi, radici, funghi e frutti selvatici, gli insegnarono il loro idioma a suon di bastonate, lo addestrarono alla lotta picchiandolo e umiliandolo ogni giorno e guai a piangere, perché avrebbero raddoppiato i maltrattamenti, gli insegnarono a tendere l’arco e usare il coltello. Alla fine per sopravvivere imparò bene le lezioni e divenne così abile e forte da spaventare gli stessi sioux che di conseguenza evitavano di averselo vicino. Forse fu per quel motivo che lo vendettero ad una banda di criminali capitanata da un certo Joe Morrison e secondariamente da un brigante di nome Al Dawson. Pensava di dover ricevere altre “lezioni” da quei banditi, invece scoprì che quegli uomini erano attratti dalle sue particolari abilità di indiano bianco, ed erano in parte simili a lui,: alcuni erano stati abbandonati dalle famiglie, altri rovinati dai debiti, altri erano solo bastardi. Il capo in particolare nutriva simpatia per lui, gli insegnò la lingua materna che aveva in parte dimenticato, e ad usare le armi da fuoco, dandogli un addestramento così raffinato da farlo diventare uno dei migliori tiratori al suo servizio. Il suo battesimo del fuoco era stata la sua prima rapina in una cittadina dove abitava uno sceriffo di nome Mark Sherman che aveva fama di essere un abile pistolero, lo sconfisse a duello mentre i suoi compagni seminavano il terrore e  lo uccise rimediandoci però lo sfregio sul volto. Stranamente rimase turbato da ciò che aveva appena fatto, ed ebbe come un tremolo per una settimana, ma i suoi compagni lo acclamavano come un eroe e ciò lo rendeva felice. Fu allora che divenne noto come lo Sfregiato presso i bianchi, mentre gli indiani lo chiamavano Mangusta, lui invece si ricordava ancora il suo nome di battesimo: Thomas Dalton. Lo spregiudicato Joe Morrison si rese presto conto dell’ investimento che aveva fatto ad arruolare la Mangusta nella sua banda, egli infatti sapeva riconoscere le tracce lasciate da qualunque uomo o animale e sapeva coprire le sue, conosceva i metodi di caccia degli indiani incluso quando cacciavano uomini e preveniva le loro mosse, aveva un’astuzia e una forza straordinarie in aggiunta alla sua bravura da pistolero, conosceva le erbe medicinali, i funghi e le radici, quindi era in grado di preparare medicine e veleni efficacissimi. Presto la Mangusta divenne la guida della banda e nessuno si muoveva senza un suo segnale, con lui la banda dei Lupi Neri divenne in grado di terrorizzare persino le più feroci tribù indiane, lo sfregiato infatti non aveva paura di nulla e nessuno, e ovunque passasse lasciava sempre una A incisa, A come anarchia, l’unico valore nel quale aveva imparato a credere. Quando c’era da misurarsi in combattimento era il primo, se la cavava sempre con le armi da fuoco ma preferiva spesso disarmare i nemici con la frusta e affrontarli a mani nude. Li “scarinava” sempre ma non li uccideva quasi mai, perchè c’era in lui il desiderio di terrorizzare gli avversari, per imprimere in loro il ricordo di se, perciò il più delle volte si limitava a menomarle gravemente. A ucciderle con grande gioia era invece il capo che non lasciava mai sopravvivere un nemico che lo incontrava, lui aveva notato che c’era qualcosa che non andava in Tom nonostante la sua bravura e la cosa in un certo modo lo preoccupava. Ma finché ci sarebbe stato lui a capo del gruppo Tom non avrebbe commesso sbagli. Ad essere invece assai scontento di come andassero le cose era Dawson, perché da quando la Mangusta aveva preso piede lui si sentiva messo in secondo piano, e quindi provava rancore nei confronti di Tom. Un giorno i Lupi Neri si trovavano nel Minnesota, Il capo ebbe l’idea di dividere la banda in due gruppi, fissò un luogo per il ritrovo e partì con alcuni uomini. Tom rimase insieme ad Al Dawson e altri tre compagni.  arrivarono in una cittadina dove rapinarono una banca e fecero un grosso bottino. A rendere innocuo lo sceriffo ci aveva pensato Tom come al solito, arrivando fulmineamente su di lui senza che questi se ne accorgesse, frastornandolo e legandolo. Per sua fortuna non venne ucciso perché il capo non era con la banda quel giorno e Tom ebbe la libertà di proibirlo. Dopo aver racimolato gioielli, denaro, cibarie, e altri generi i banditi fuggirono, stavolta però avevano rapito anche 2 persone, due giovani e avvenenti ragazze. Si chiamavano Rachel Hudson e Grace Fraser, la prima era proprio la figlia dello sceriffo, la seconda era figlia del farmacista. Quando Tom le vide rimase allibito, e restò di sasso quando sentì cosa volevano fare loro i compagni: (le avrebbero usate come svago quella notte, e poi le avrebbero portate in Messico e vendute a dei protettori.) Non avrebbero avuto nessuna possibilità di rivedere le loro case. Una specie di brivido corse sulla schiena di Tom, Stranamente sentiva di non poter tollerare quell’azione. Per tutto il giorno non fece che pensare al da farsi, domandandosi anche “perché dovrebbe importarne qualcosa a una canaglia come me”?, Poi verso il tramonto qualcosa di umano prevalse in lui e decise di farle fuggire con uno stratagemma. Mentre i suoi compagni erano distratti Tom Allentò le corde e passò nelle mani di  Rachel un coltello, sussurrandole di usarlo al momento giusto. I due si guardarono negli occhi, Tom contemplò Rachel notando che era bellissima ”lunghi e ondulati capelli neri con riflessi dorati, occhi blu, incarnato mediterraneo, labbra grandi e rosse” Anche lei lo guardò negli occhi e vide una scintilla di umanità, una dolcezza e compassione che mai avrebbe sospettato potessero nascondersi in un bandito dalla fama tanto terribile, e per un attimo fu come se si fosse sentita tra le braccia di un fratello, anche se sapeva bene chi davvero era quell’uomo. Gettati nella boscaglia, e striscia come una serpe  finché non avrai aggirato il valico delle lacrime. C’è un sentiero che taglia a destra, corri a perdifiato perché vi uccideranno, le disse con tono duro. Quello che Tom non sapeva era che Dawson lo stava spiando e aveva capito tutto, egli cercava da tempo di eliminare la Mangusta e aveva bisogno di un pretesto, adesso aveva deciso di addentare il boccone. Tom incurante di questo allontanò gli altri compagni compreso Dawson “il quale diceva di voler cercare funghi” e lasciò le ragazze in compagnia di un uomo che sapeva essere un depravato . Di fatti quel porco una volta solo si slanciò subito su Rachel, ma la ragazza essendo già libera lo pugnalò al ventre, liberò la compagna e scappò di filato come Tom le aveva detto di fare. Dopo un’ora Tom e gli altri ritornarono e videro la sentinella che rantolava ferita al suolo, e Dawson con le 2 ragazze pestate e ancora prigioniere. Dawson disse: lo sapevo Tom che volevi tradirci tutti. Tom si sentì gelare il sangue e sentì anche un botto e un dolore lancinante al fianco destro e cadde al suolo. I compagni erano stati avvertiti e uno di loro gli aveva sparato alle spalle. Dawson proseguì: ma chi te l’ha fatto fare di inguaiarti per queste due, non sono tue parenti! Non sapevi che da tempo non ti sopportavo più e volevo farti la pelle? Tradendoci me ne hai fornito l’ occasione. Indi i compagni cominciarono a pestarlo selvaggiamente, Dawson gli strappò la collana e dopo avergli detto che aveva finito di rompere le scatole lo precipitò da un dirupo. Era la fine del famoso sfregiato. Nell’ intento di fare una carineria al capo Dawson non permise ai compagni di toccare le ragazze perché fosse lui a “collaudarle” per primo, in compenso le pestò ancora. L’indomani la banda si ricongiunse nel luogo prestabilito, vicino una meravigliosa cascata. Il capo notò subito l’assenza di Tom e ne chiese spiegazioni, così Al gli raccontò tutto per fila e per segno. Quando seppe cosa era successo il capo montò su tutte le furie, bastonò Dawson e gli gridò: “Deficiente, come ti sei permesso di agire senza il mio consenso, dovevi mandare qualcuno ad avvisarmi del suo sbaglio e ci avrei pensato io! Quell’uomo poteva ancora tornarci utile ed in ogni caso devo decidere io di voi! Hai eliminato uno dei miei migliori uomini per una tua rivalità personale, augurati che sia davvero morto, sennò non avrà pace fin quando non si sarà vendicato. Ora toccherà a te fare il suo lavoro voglio vedere se ce la farai. Dopo la sfuriata il capo si accinse a sperimentare le due ragazze, “ora meno attraenti per le percosse ricevute” quando improvvisamente tanti spari risuonarono nell’aria, e alcuni colpirono i banditi. Era lo sceriffo che Tom aveva risparmiato, insieme ad alcuni uomini del villaggio, infuriati per la rapina, li aveva seguiti e aveva approfittato della confusione per attaccare. A cavallo con lui c’era proprio Tom, ferito e sanguinante, lo sceriffo lo aveva trovato in fin di vita e lui aveva accettato di collaborare per vendicarsi. Subito i banditi risposero al fuoco ma il capo fu colpito e cadde al suolo come morto, e insieme a lui molti altri, così fu proprio Dawson a prendere in mano la situazione, rispondendo al fuoco e tentando di scappare. Ma lo sceriffo non glielo permise e gli sparò alla coscia impedendogli di muoversi. Nella rabbia Dawson puntò la pistola verso Rachel che si trovava sull’orlo della cascata per ucciderla e sparò, ma il proiettile non raggiunse la ragazza perché si fermò sul petto di Tom, che avendo visto quanto succedeva si parò a sua protezione. Rachel osservò esterefatta Tom che cadde proprio sul ciglio della  cascata, ma ebbe il tempo di afferrarlo per una mano. La forza della ragazza che oltretutto era in pessime condizioni, non era sufficiente a trattenere quel peso, che quindi stava per precipitare. Tieniti gli urlò disperata, e lo guardò di nuovo negli occhi, stavolta limpidi e privi di qualsiasi malizia, ma offuscati dal velo della morte. Perdonami, a nome di tutti, disse lui prima di precipitare nelle acque. Dawson stava per sparare alla ragazza, ma un proiettile sparato dallo sceriffo lo colpì al cranio e lo freddò. I banditi ancora in vita scapparono tutti, compreso Morrison che si era finto morto per poter scappare. Rachel tornò al suo villaggio insieme alla compagna e al padre, anche se  le ci vollero mesi per riprendersi dal terrore di quei giorni. Portava sempre un braccialetto di fattura indiana come unico ricordo dell’uomo che le aveva salvato la vita, “le era rimasto in mano quando lo sfregiato era caduto”. Era un bandito terribile e temuto, ma nel profondo era molto umano, ed era toccato proprio a lei scoprirlo.