giovedì 26 maggio 2011

IL VERO CAPO



Un giorno tutti gli organi del corpo umano si misero a discutere far loro su chi di loro  fosse il più importante e degno di essere il capo.
Il cervello primo fra tutti disse: Io regolo le funzioni del corpo e impartisco gli ordini a tutti voi. Mi sembra ovvio perciò che il capo sono io.
Il cuore però obbiettò: Un momento, io faccio circolare il sangue che nutre e da vita a tutti voi. Cosa sarebbe il cervello senza di me? Perciò il capo sono io.
Allora intervennero le gambe dicendo: sentite vi state scordando che noi vi trasportiamo ovunque e scappiamo se c'è un pericolo. Noi dobbiamo essere il capo.
Anche gli occhi, le orecchie, il naso e altri organi esposero le loro ragioni tutte valide, ma quando toccò al buco del culo tutti gli organi esplosero in una sonora risata.
Ma il buco del culo si offese e da quel momento non fece più lo stronzo.
Dopo un pò il cervello era febbricitante, il cuore aveva delle irregolarità, le gambe non reggevano più e lo stomaco si sentiva scoppiare.
Così prima che arrivasse la morte tutti gli organi elessero il buco del culo come capo.
MORALE DELLA FAVOLAIL CAPO E' QUALCUNO CHE SA FAR BENE LO STRONZO.

mercoledì 25 maggio 2011

L' UCCELLACCIO DEL MALAUGURIO



Era una fredda serata d'Ottobre e Maurizio sedeva sulla sua poltrona a leggere un racconto di Le fanu
Era un uomo di cinquantasei anni, vedovo con un figlio di trenta chiamato Luca emigrato in Germania, era sempre stato un uomo timoroso, ma con la morte della moglie era divenuto superstizioso, e da quando il figlio era emigrato era giunto alla paranoia. Odiava le cose come rompere flaconi di sale o olio, rompere gli specchi, passare sotto le scale, , incontrare gatti neri perché portavano sfortuna, ma quel che più lo terrorizzava era udire il canto dell'uccellaccio del malaugurio. Proprio quando terminò di leggere il suo libro, il cui genere peggiorava senz'altro le sue fobie, ebbe la terribile sfortuna di udire ciò che lo terrorizzava maggiormente, sentì cioè un uccellaccio cantare sugli alberi di fronte casa sua. Come era orribile quello sgraziato canto, peggio del gracidare di una rana con il raffreddore, lo faceva rabbrividire perché certamente foriero di terribili disgrazie.
Il poveretto si ricordò di ciò che gli diceva la nonna su questa orribile genìa di uccelli che preannunciavano sventure, perciò si affacciò alla finestra e gridò forte: "sopra le tue penne bastardo", poi recitò preghiere e scongiuri vari, non perché credesse in Dio ma per allontanare la sfortuna in agguato, indi guardò un po di televisione e alla fine essendo stanco decise di andare a letto.

Nel bel mezzo della notte però si svegliò, perché il malefico uccellaccio di prima cantava più forte, allora iniziò a rigirarsi nel suo letto pensando a ciò che poteva capitare, finchè fra tutte le ipotesi più orrifiche sfogliò quella che per lui era la peggiore: poteva capitare qualcosa a Luca.
Se Luca avesse avuto qualche incidente, per esempio mentre si recava a lavoro, sarebbe potuto morire e lasciare orfani i suoi bellissimi nipotini, oppure poteva restare invalido a vita, inoltre poteva anche perdere il lavoro e cadere in povertà, il che significa che sarebbe sceso con tanto di moglie e figli per farsi mantenere da papino, e questa si sopra le altre citate sarebbe stata una autentica tragedia.
Il buon Maurizio decise allora di scongiurare queste infauste probabilità uccidendo il messaggero di sfortuna, in gioventù era stato eccezzionale con la fionda, perciò ne prese una che teneva come ricordo insieme ad un nocciolo di pesca, la puntò nella direzione dalla quale sentiva provenire l'orribile canto e scoccò il colpo.
Senti un gemito come una specie di ccoooo, poi un sordo tonfo e in fine notò che il triste e spiacevole gracidio era terminato.
Ce l'ho fatta, l'ho fatto smettere, mormorò tra se ed andò a letto contentissimo.

L'indomani di buona mattina si affacciò alla finestra e vide nel cortile davanti casa sua un orribile ed enorme cuculo morto stecchito, fiero ed esultante fece una doccia cantando di gioia, perché aveva affrontato e sconfitto la peggiore delle sue paure, si rivestì e si avviò ad uscire per far colazione al bar e raccontare agli amici la sua prodezza, ma mise un piede su una buccia di banana che era caduta dal sacco quando la scorsa sera aveva gettato la spazzatura, scivolò e si ruppe dolorosamente una gamba.

Il malefico uccellaccio aveva comunque portato a termine la sua missione e anche ottenuto una postuma vendetta.


martedì 24 maggio 2011

LINEA DI SANGUE




Nella immensa città di San Francisco, nel 1997 viveva un piccolo boss locale di nome John Talbot, Un uomo di 51 anni dalla corporatura alta e forte, i capelli brizzolati, gli occhi blu e un carattere cinico e sarcastico.

John si occupava di contrabbando di armi e spaccio di droga, dirigeva i suoi affari assistito dal figlio Morris un uomo di 30 anni che gli somigliava molto nella persona e nella forza, ma dotato di un carattere ancor più feroce e maligno che spaventava tutti quelli che praticavano con lui, talvolta persino il padre. John aveva anche una figlia più piccola di nome Sarah, una bella ragazza molto somigliante alla defunta moglie, che contrariamente al fratello aveva un carattere dolce, un animo nobile,e la passione per l’arpa. Per non sporcare questa sua natura il padre la teneva nella sua villa e nelle migliori scuole private attorniata da personale e amicizie scelte e lontana dai suoi affari.

Per la protezione sua e di suo figlio John aveva al soldo 8 sicari denominati gli avvoltoi. Questi erano uomini scelti per la loro abilità nelle armi e nel combattimento corpo a corpo, vestivano in abito nero con cravatte gialle per creare una impressione di distinzione, ma al contempo di dejà vu, e svolgevano i lavori più delicati e rischiosi per conto del loro capo; non si allontanavano mai troppo dal boss e dai suoi due figli e vivevano con lui nella sua villa. I nomi degli avvoltoi erano: Harvey Preston, Lucas Dent, Dan Taylor, Marc Simpson, John Stark, Derek Madsen, Cormak Stevens, e Jerry lohan. Tutti loro erano uomini con un passato infelice alle loro spalle, fatto di abbandono minorile, maltrattamenti e povertà che avevano deciso di darsi al crimine per arricchire e trovare felicità, così erano diventati gli scagnozzi dello spregiudicato Talbot, il quale soddisfatto dei loro servizi sembrava trattarli con premura.

Il più caro e vicino al capo fra tutti gli avvoltoi era John Stark, un ragazzo di 28 anni, con capelli castani, occhi verdi e un carattere docile e obbediente, questi in realtà avrebbe dovuto chiamarsi Talbot in quanto figlio illegittimo di John, avuto con una cameriera deceduta poco dopo la sua nascita. Il padre aveva deciso di non riconoscerlo apertamente per salvaguardare i diritti dei suoi due figli legittimi e proteggerlo da Morris che lo avrebbe odiato a morte perché figlio di un’altra donna. Il giovane aveva frequentato i Talbot fin da piccolo, e con la scusa di essere entrato nelle simpatie del boss aveva sempre ricevuto assistenza ed era divenuto guardia del corpo personale di Talbot; sapeva chi era il padre ma taceva per assecondarlo. Il fratellastro che invece non sapeva della sua parentela, vedendo l’atteggiamento affettuoso del padre, immaginava che i rapporti fra i due fossero di altra natura, perciò a volte prendeva a calci nel sedere il giovane tirapiedi chiamandolo Rosita. Il perfido Talbot era un uomo che sapeva ben curare i suoi affari, in fatti aveva come amico un poliziotto corrotto che lo premuniva da tutte le possibili retate, sapeva stringere ottime relazioni con gli altri mercenari, talvolta anche con il ricatto e quando qualche individuo dava noie inaspettate mandava i suoi avvoltoi i quali non fallivano mai.

Tutto filava liscio nella vita del malvagio John, che era felice e soddisfatto nonostante il detto che il crimine non paga, ma c’era un problema del quale il boss non sapeva nulla e che presto avrebbe portato allo sfacelo la sua bella famiglia: Sarah la sua giovane figlia frequentando assiduamente il giovane John e non sapendo che era il fratellastro si era perdutamente innamorata di lui, per questo voleva sempre stargli accanto e si contendeva con il padre la custodia personale. Il fratello Morris aveva capito i suoi sentimenti, ma credeva che fosse solo una cottarella senza importanza, perciò faceva di tutto per ridicolizzare lo scagnozzo preferito del padre e metterlo in cattiva luce. Il giovane John dal canto suo sopportava i maltrattamenti del “principino oscuro” come lo chiamava, perché anche lui aveva capito i sentimenti della sorellastra e sapeva che era meglio che cambiassero. Ma i sentimenti di Sarah non cambiavano anzi la ragazza iniziava ad allontanarsi dal fratello cosa che preoccupava il padre. Un sera John e Sarah si trovavano soli nella villa, perché Talbot e il figlio maggiore erano andati a sbrigare delle commissioni relative ai loro sporchi e affari. Gli altri 3 avvoltoi rimasti, oltre a sorvegliare la casa se la spassavano con le governanti come usavano fare sempre e non si interessavano di altro. In quella occasione Sarah si avvicinò a John e incominciò a parlargli del fratello dicendo che ogni giorno si faceva sempre più violento, forte e arrogante e la terrorizzava, poi gli rammentò che lo trattava come un giocattolo e lo prendeva a calci e lo esortò ad opporsi.

John invece le rispose dicendo: (Dovresti ascoltare tuo fratello non incrinare i rapporti con lui. A te vuole bene e questo è importante. E poi lui e fatto così, è esuberante e fastidioso ma pur sempre il figlio del capo).


(Si), disse Sarah. (Hai sentito come ti chiama ogni volta che ti vede a braccetto con mio padre: Rosita. Tu lo sai a cosa vuole alludere e quanto è grave. Perderai il rispetto di tutti così, spaccagli il muso invece, io lo farei).


John rispose: (Attaccare tuo fratello è come attaccare tuo padre, io sono nelle grazie del capo proprio per la mia devozione. E poi a tuo fratello nessuno può spaccare il muso, perché è il più forte di tutti noi).


(E fatti uccidere allora sciocchino). Disse la ragazza abbracciandosi al sicario, poi accostò le sue labbra al suo muso e cominciò ad accarezzarlo sensualmente, ma John la respinse.


La ragazza rimase turbata, poi disse: (Ti lasci bastonare così volentieri da chi ti disprezza e respingi chi ti consiglia e…ti ama).

(Io mi lascio bastonare perché ho le mie ragioni. Nostro...tuo padre volevo dire, tiene molto a me e non mi importa affatto di tuo fratello. Quanto a te, io ti amo quanto ti ama tuo padre, ma posso solo amarti come una sorella). Poi rientrò in casa turbato e rosso come un peperone indiano, mentre Sarah rimase in Terrazza, viola di rabbia e vergogna prese a mordersi le dita fino a procurarsi cicatrici.

Il giorno seguente all’ora di pranzo i Talbot erano a Tavola insieme a quattro dei loro sicari. Fra questi 4 come al solito c’era John e inoltre c’era anche una parente, la sorella della defunta moglie del boss. Ad un tratto John, che sedeva tra il padre e il fratellastro, rovesciò involontariamente un piatto di gamberetti addosso a Morris.

Questi già nervoso per i fatti suoi, dopo avergli dato dell’imbecille gli mollò un ceffone così forte da frastornarlo e farlo cadere dalla sedia. A quella vista Sarah non potè resistere e alzandosi gettò dell’acqua addosso al fratello, poi sollevò da terra John e gli tamponò il naso sanguinante. Il padre trattenne Morris e lo biasimò aspramente per il carattere irruente, poi girandosi verso la figlia la rimproverò e la separò da John. Allora Morris, davanti a tutti urlò al padre: (Non ti sei accorto papà che tua figlia, con tutti rampolli dell’alta società che può avere si è andata a innamorare proprio del tuo leccapiedi preferito? Non vedi come lo guarda, lo spoglia con gli occhi)!

Il boss impallidì poi diede uno schiaffo al figlio intimandogli di tenere a freno la lingua e trattenne Sarah che furiosa voleva saltare addosso al fratello.

Morris continuò: (Perché hai preso così a cuore quest’idiota da tenertelo incollato e non vedere lo scompiglio che ci porta? Non è che anche tu)….

Allora il boss sgridò ferocemente il figlio e gli intimò di sbollire altrove i suoi bollenti spiriti. Nell’andarsene Morris minacciò il fratellastro dicendogli che presto o tardi avrebbe risolto definitivamente la questione. Tutti i commensali rimasero sconvolti, i 3 avvoltoi presenti ridacchiarono dei padroni, mentre la zia Jane, che conosceva il segreto di John rimase impietrita da quanto appreso e quando la situazione si fu calmata volle parlare al cognato e gli disse: (Ti rendi conto di quanto sia grave la situazione? Tua figlia, a quanto pare, ama appassionatamente John non sapendo che in realtà è il fratello. Benchè lui non voglia toccare sua sorella è pur sempre un uomo. Se dovesse esser tentato continuamente…potrebbe nascerne un incesto e questo sarebbe orribile. Inoltre Morris odia a morte John e non sa neanche chi è, se dovesse succedere quel che ti ho detto, tutto finirebbe in un bagno di sangue. Tu devi allontanare John da casa).

Il boss rispose: (Non posso allontanare mio figlio, conosce tutti i miei affari, mi ha sempre protetto benissimo e inoltre ormai è un sostegno fondamentale per me. Lui resta con me finchè campa o finchè campo io).

Jane continuò: (Allora manda Sarah a studiare all’estero, per esempio in Europa. Così lo dimenticherà).

(Neanche questo posso fare), replicò Talbot. (Sarah è l’unica cosa bella e pura che mi resta, persa lei ho solo il marciume dei miei crimini, inoltre somiglia a sua madre e la mantiene viva ai miei occhi e a quelli di Morris).

(Non hai paura di quel che può fare Morris)? Disse Jane (Con il carattere che ha o prima o poi)…

(No Morris è impulsivo questo si, ma non ucciderà uno dei miei uomini. Da oggi innanzi farò in modo di mantenere tutti e tre separati ma non li allontanerò da casa).

Da quel Giorno in poi Talbot fece in modo che Sarah e John non rimanessero mai da soli insieme, e inoltre non permise a Morris neanche di avvicinarsi al fratellastro. Nonostante la sorveglianza però un pomeriggio Sarah riuscì a trovare John da solo e gli parlò: (Perché non possiamo amarci anche solo in segreto)? chiese, (Hai paura di mio padre o non hai il fegato di opporti a mio fratello)?

(Nessuna di queste cose). Rispose John, (Sarah tra noi non deve esserci niente).

(Perché non dovrebbe esserci niente, consideri le aspettative degli altri o non mi ami tu)?

(Tuo padre sa perché, chiediglielo e lo saprai).

(Se sai che mio padre lo sa vuol dire che lo sai anche tu. Voglio che sia tu a dirmelo, avanti).

(Sarah io…io non posso e basta, perdonami ) disse John e si allontanò.

Sarah si sentì respinta e rifiutata e con il tempo iniziò a nutrire rancore verso John, ebbe un esaurimento nervoso ed iniziò a peggiorare negli studi e a comportarsi in maniera aggressiva. Il padre a questo punto provvide davvero ad allontanarla da casa, mandandola a fare lunghi viaggi di studi e di svago, protetta dai cugini dei quali si fidava, in cuor suo egli cominciò a disprezzare la figlia e prese in considerazione l’idea di rivelare a lei e a Morris chi davvero fosse John. Ma a questo punto Morris approfittò della situazione per ricucire i rapporti con la sorella e prendere le redini della famiglia, così raggiunse Sarah a Stoccolma e la visitò. La ragazza fu felice di ricevere la visita del fratello e dato che si era sentita respinta da John iniziò a farsi coinvolgere dall’astio di Morris, gli raccontò per filo e per segno i loro discorsi e concluse dicendo: (Sono stata una stupida a litigare con te per quella inutilità).

Morris invece disse: (Non avevi capito che è l’amante del nostro paparino? Io l’ho sempre saputo che è dell’altra sponda e mi faceva schifo solo per questo. Però adesso che ti ha fatta soffrire ha passato ogni limite perciò voglio occuparmi di lui).


(No Morris, ti prego non ucciderlo, implorò Sarah, pestalo se vuoi però non ucciderlo).


(No tranquilla, voglio solo allontanarlo dalle nostre vite. Se gli succederà qualcosa non sarò io a fargli danno. Tu intanto torna a casa e ricuci i rapporti con Papi che ci penso io al resto).


Morris precedette la sorella nel tornare a San Francisco e andò a spiare un boss rivale e pestando uno dei suoi sgherri venne a sapere che questi stava progettando una rapina in una gioielleria. Questa era l’occasione che cercava, così poteva eliminare un pericoloso concorrente del padre, incassare un lauto bottino e avere il pretesto per sacrificare John senza passare per assassino. Nel giorno prefissato, lo stesso dell’arrivo di Sarah prese con se 3 dei suoi avvoltoi e John come guardia personale, approfittando del fatto che il padre era tutto preso dal ritorno della figlia lo tenne all’oscuro e agì senza informarlo. Quando la figlia tornò in casa il padre la accolse insieme alla zia Jane e con imbarazzo le rivelò chi davvero era John e perché lo aveva sempre tenuto nascosto. Dopo 5 minuti di sonoro sgomento Sarah si fece prendere dal panico dicendo che sapeva che Morris aveva in animo di fare qualcosa di terribile. Nello stesso momento in cui avveniva la rivelazione, Morris coi suoi sgherri irrompeva nella gioielleria assediata dai delinquenti rivali e dava inizio ad una mattanza spaventosa uccidendo di sua stessa mano in modo selvaggio i 2 figli del boss rivale, il gioielliere e 3 clienti. Dalla sua parte 2 dei suoi avvoltoi furono uccisi e John rimase gravemente ferito facendogli scudo col suo corpo. Lo spregiudicato Morris sentendo arrivare la polizia, prese tutti i gioielli che potè raccogliere, il fratellastro Moribondo e il suo sicario Harvey e riuscì a fuggire uccidendo 2 poliziotti. Quando fu lontano dal luogo del macello si nascose in un Garage e buttò per terra John cominciando a pestarlo. Harvey credendolo impazzito tentò di fermarlo, ma Morris assestandogli un calcio in faccia lo mise ko, poi si rivolse a John dicendo: (Te lo avevo detto puttanella che avremmo regolato i conti, lo stiamo facendo adesso, ora ho la scusa per eliminarti e attribuire il fatto ai rivali e la cosa più divertente è che ti sei fatto scannare per me).


John nonostante il dolore lancinante rispose: (Dimmi Morris in tutto questo tempo per cosa mi hai odiato di più, per essere a tuo dire l’amante di nostro padre, perché nostra sorella si è innamorata di me o perchè io l’ho respinta)?


Allora Morris rispose: (Nostro padre, nostra sorella? Il dolore deve farti dare i numeri. Mi fa piacere che sia così forte)!


(Suvvia), continuò John. (Davvero credi che nostro padre cerchi maschietti e perché ho respinto Sarah bella come una dea? Nostro padre un tempo aveva una bella cameriera di nome Sally Stark con cui usava divertirsi all’oscuro di Lady Crowford tua madre, io sono il risultato dei suoi eccessi amorosi. Non mi ha mai riconosciuto come suo figlio per non dare un dolore a tua madre e a voi, ma da quando mia madre morì in un incidente mi ha preso e mi ha sempre voluto con se. Quella che tu scambiavi per una relazione omosessuale è in realtà affetto paterno. Io non ho mai preteso nulla perché mi bastava essere a casa con voi, la mia famiglia).


Morris impallidì e con voce tremante disse: (bugiardo tu menti).


(Che dovevo fare secondo te, portarmi a letto mia sorella? E se lei non sapendo nulla del mio segreto si era innamorata di me io che potevo farci? Il sangue che vedi scorrere dalle mie ferite è il tuo, tu stai ammazzando con piacere tuo fratello. Invece che darmi calci e chiamarmi Morosita o Rosita perché non facevi una chiacchierata con papà)?


Morris rimase attonito e sconvolto, ma non si avvide che dietro di lui era arrivato il boss nemico di suo padre che gli sparò dicendo: (Crepa bastardo, hai ammazzato i miei figli). Poi diede il colpo di grazie a John. Ma proprio in quel momento Talbot irruppe e uccise il suo rivale e i suoi uomini, poi sconvolto dalla vista dei suoi figli morenti in una pozza di sangue si chinò su di loro gridando: (I miei figli, i miei due bei figli, no, no, Dio no)! Morris con un filo di voce disse al padre: (Papà io non sapevo, io non lo sapevo, no, no). Mentre invece John con un rigurgito di sangue implorò: (Papà aiutami, sto morendo, vedo nero, sto morendo).


Morendo i due fratelli si guardarono negli occhi, l’uno con la consapevolezza di essere un fratricida, l’altro rammaricandosi di esser stato involontariamente la rovina della sua famiglia. Morirono entrambi sentendo come ultimo suono i gemiti del padre.


Dopo la terribile tragedia e i funerali dei due amati figli di Talbot, la polizia ebbe modo di scoprire i traffici del boss nonostante il suo infiltrato. John Talbot ridotto all’ombra di se stesso e senza più la volontà di combattere si lasciò prendere senza opporsi e morì in meno di un mese di crepacuore in galera. Tre dei suoi avvoltoi decisero di collaborare con la giustizia per avere sconti nella pena e trattamenti di favore, mentre Harvey Preston prese con se la dolce Sarah e una parte del patrimonio del boss, fuggì in Canada dove cambiò identità e sposò l’unica superstite del suo clan, rendendola madre di due bambini che furono chiamati John e Morris.