mercoledì 25 maggio 2011

L' UCCELLACCIO DEL MALAUGURIO



Era una fredda serata d'Ottobre e Maurizio sedeva sulla sua poltrona a leggere un racconto di Le fanu
Era un uomo di cinquantasei anni, vedovo con un figlio di trenta chiamato Luca emigrato in Germania, era sempre stato un uomo timoroso, ma con la morte della moglie era divenuto superstizioso, e da quando il figlio era emigrato era giunto alla paranoia. Odiava le cose come rompere flaconi di sale o olio, rompere gli specchi, passare sotto le scale, , incontrare gatti neri perché portavano sfortuna, ma quel che più lo terrorizzava era udire il canto dell'uccellaccio del malaugurio. Proprio quando terminò di leggere il suo libro, il cui genere peggiorava senz'altro le sue fobie, ebbe la terribile sfortuna di udire ciò che lo terrorizzava maggiormente, sentì cioè un uccellaccio cantare sugli alberi di fronte casa sua. Come era orribile quello sgraziato canto, peggio del gracidare di una rana con il raffreddore, lo faceva rabbrividire perché certamente foriero di terribili disgrazie.
Il poveretto si ricordò di ciò che gli diceva la nonna su questa orribile genìa di uccelli che preannunciavano sventure, perciò si affacciò alla finestra e gridò forte: "sopra le tue penne bastardo", poi recitò preghiere e scongiuri vari, non perché credesse in Dio ma per allontanare la sfortuna in agguato, indi guardò un po di televisione e alla fine essendo stanco decise di andare a letto.

Nel bel mezzo della notte però si svegliò, perché il malefico uccellaccio di prima cantava più forte, allora iniziò a rigirarsi nel suo letto pensando a ciò che poteva capitare, finchè fra tutte le ipotesi più orrifiche sfogliò quella che per lui era la peggiore: poteva capitare qualcosa a Luca.
Se Luca avesse avuto qualche incidente, per esempio mentre si recava a lavoro, sarebbe potuto morire e lasciare orfani i suoi bellissimi nipotini, oppure poteva restare invalido a vita, inoltre poteva anche perdere il lavoro e cadere in povertà, il che significa che sarebbe sceso con tanto di moglie e figli per farsi mantenere da papino, e questa si sopra le altre citate sarebbe stata una autentica tragedia.
Il buon Maurizio decise allora di scongiurare queste infauste probabilità uccidendo il messaggero di sfortuna, in gioventù era stato eccezzionale con la fionda, perciò ne prese una che teneva come ricordo insieme ad un nocciolo di pesca, la puntò nella direzione dalla quale sentiva provenire l'orribile canto e scoccò il colpo.
Senti un gemito come una specie di ccoooo, poi un sordo tonfo e in fine notò che il triste e spiacevole gracidio era terminato.
Ce l'ho fatta, l'ho fatto smettere, mormorò tra se ed andò a letto contentissimo.

L'indomani di buona mattina si affacciò alla finestra e vide nel cortile davanti casa sua un orribile ed enorme cuculo morto stecchito, fiero ed esultante fece una doccia cantando di gioia, perché aveva affrontato e sconfitto la peggiore delle sue paure, si rivestì e si avviò ad uscire per far colazione al bar e raccontare agli amici la sua prodezza, ma mise un piede su una buccia di banana che era caduta dal sacco quando la scorsa sera aveva gettato la spazzatura, scivolò e si ruppe dolorosamente una gamba.

Il malefico uccellaccio aveva comunque portato a termine la sua missione e anche ottenuto una postuma vendetta.


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